Lavoro rosa, top e flop in Italia

di Teresa Barone

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Il primato italiano per il lavoro autonomo femminile si scontra con i limiti del welfare rivolto alle madri che lavorano.

L’Italia vanta un primato importante in Europa grazie alla presenza di 1.661.000 di donne che svolgono un lavoro indipendente, tra imprenditrici e lavoratrici autonome. Una cifra record che si scontra con i numeri relativi all’occupazione delle mamme, talmente bassi da far meritare alla penisola uno degli ultimi posti nella UE.

=> In Italia solo il 26% di donne manager

A rivelarlo è l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile realizzato da Confartigianato, report che racconta come il welfare nazionale penalizzi notevolmente le donne con figli, limitando la possibilità di trovare un sano equilibrio tra professione e vita familiare.

«Il tasso di occupazione delle donne senza figli è pari al 56,9%, una percentuale che cala fino al 53,2% per le lavoratrici madri. Un gap che aumenta se si prende in considerazione la presenza rosa nel mondo del lavoro relativa alla fascia di età compresa tra 25 e 49 anni.

Il nostro welfare pubblico – afferma Daniela Rader, Presidente di Donne Impresa Confartigianato – non aiuta le donne a coniugare il lavoro e la cura della famiglia. Per colmare queste carenze, Confartigianato ha lanciato il progetto per un nuovo welfare ispirato alla sussidiarietà e che fa leva sull’innovazione digitale con piattaforme dove si incontrano domanda e offerta di servizi utili a semplificare la vita delle madri che lavorano.»

Fonte immagine: Shutterstock

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