Tempo e lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Il lavoro che non basta, ecco il dramma degli italiani.

Lavorare un giorno a settimana l’incubo degli occupati a bassa intensità, che si trovano a lavorare per impieghi momentani senza le reali tutele, per questo è importante conoscere una specifica categoria di contratti per tutelarsi.

La crisi sugli stipendi

Il contratto a chiamate può essere anche detto contratto a intermittenza o lavoro intermittente, nonché la prestazione lavorativa effettuata solo a chiamata dell’azienda o del datore di lavoro. Si parla di un contratto di lavoro subordinato, in quanto i tempi e il modo in cui deve essere svolta la prestazione, sono decisi dal datore di lavoro. In poche parole stipulato il contratto il lavoratore può essere chiamato dal datore di lavoro solo all’occorrenza, nei momenti in cui ci sono picchi di produzione. La retribuzione è regolata dal principio di proporzionalità, nello specifico ai lavoratori a intermittenza, spetta una retribuzione oraria uguale a quella di un lavoratore di pari livello con contratto di lavoro subordinato. Ovviamente tale contratto deve avvenire per iscritto e soprattutto deve assolvere determinati requisiti, si parla obbligatoriamente di segnalare al dipendente:

  • la durata del contratto, per cui se a tempo determinato o indeterminato;
  • causale del ricorso al lavoro intermittente, ;
  • luogo e modalità di svolgimento del rapporto di lavoro e disponibilità del lavoratore intermittente;
  • il preavviso di chiamato;
  • il trattamento economico e normativo;
  • le modalità di chiamata del lavoratore;
  • eventuali norme sulla sicurezza del lavoro.

Fonte: Shutterstock

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