Il price earning nella valutazione della convenienza di un’azione

di Rosanna Marchegiani

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Il price earning è un indice impiegato per valutare la convenienza di un'azione. Esso viene calcolato come rapporto tra il prezzo del titolo e gli utili per azione. In genere si ritiene più conveniente l'acquisto di azioni con un basso P/E, ma occorre fare attenzione

Il price earning (P/E) è un indice utilizzato per valutare la convenienza di un’azione. Si tratta del cosiddetto Price to Earnings Ratio. In italiano si parla anche di Prezzo/Utili che può essere abbreviato come P/U.

Questo indice è dato dal rapporto tra il prezzo di mercato di un’azione ad una certa data e l’utile per azione conseguito nell’ultimo esercizio. Facciamo un esempio: supponiamo che il prezzo di un’azione sia di 100 euro e che l’utile per azione relativo all’ultimo esercizio ammonti a 5 euro. Il P/E dell’azione considerata è pari a 100/5, ovvero 20.

Ciò significa che, se la società conseguirà gli stessi utili dell’ultimo esercizio, ci vorranno 20 anni per recuperare il prezzo pagato per l’acquisto dell’azione. Esistono diverse varianti di P/E. Normalmente si utilizza, a numeratore, il prezzo attuale, anche se è possibile effettuare il calcolo impiegando delle medie dei prezzi rilevati in un certo lasso di tempo, ad esempio gli ultimi 12 mesi.

A denominatore, anziché impiegare l’utile per azione desunto dall’ultimo esercizio, si può utilizzare l’utile riferito ai 12 mesi più recenti o anche l’utile atteso per l’anno in corso o una media degli utili attesi per gli esercizi futuri.

In linea di massima, si può affermare che un titolo con un price earning più basso, a parità di altri fattori, rappresenta un miglior investimento dato che il prezzo non è particolarmente elevato rispetto agli utili prodotti dall’azione. Se, invece, il P/E è elevato significa che occorre pagare oggi un prezzo alto per avere un flusso di utili che verrà erogato solo in futuro.

Non bisogna però trascurare un fattore importante, ovvero che esiste sempre una relazione tra andamento degli utili e prezzi. Supponiamo, allora, di trovarci di fronte ad un’azienda con utili molto modesti, ma ipotizziamo anche che i risparmiatori si aspettino una notevole crescita per tale azienda e per i suoi dividendi.

Questa aspettativa di crescita si traduce in un innalzamento del prezzo del titolo che finirebbe con l’avere, oggi, un price earning elevato rispetto al livello attuale degli utili. Quindi un P/E elevato potrebbe semplicemente essere dovuto a delle aspettative di crescita che legittimino un prezzo elevato. Va però osservato che, per questa ragione, si potrebbe innescare un meccanismo perverso di crescita delle aspettative che si tradurrebbe in un aumento ingiustificato dei prezzi, per cui il P/E elevato starebbe semplicemente ad indicare una sopravvalutazione del titolo.

Un P/E elevato potrebbe anche indicare che il mercato considera gli utili della società contraddistinti da un basso fattore di rischio. Bisogna, inoltre, tenere conto del fatto che, partita di altre condizioni, il P/E è più elevato nelle imprese che hanno minori esigenze finanziarie rispetto a quelle che hanno bisogno di un maggior reinvestimento di utili.

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