Chiedere un prestito personale: consigli

di Teresa Barone

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Come procedere senza intoppi nella richiesta di un prestito personale: ecco cosa serve e quali sono i criteri di valutazione delle banche.

Il primo passo per richiedere, e ottenere, un prestito personale è informarsi a dovere su tutti gli aspetti che ruotano intorno alla domanda di finanziamento: un concetto solo apparentemente scontato, infatti i fattori di cui tener conto sono molteplici e spesso una scarsa conoscenza dell’argomento può limitare le proprie possibilità.

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Il prestito personale, al contrario del prestito finalizzato, viene erogato direttamente al soggetto richiedente e non è collegato all’acquisto di un bene specifico, pertanto non comporta l’esistenza fisica di una “garanzia” sulla quale la banca che lo concede potrebbe rivalersi in caso di insolvenza.

Gli istituti di credito possono tuttavia richiedere la presenza di un garante, un “coobbligato” che si impegni a corrispondere i pagamenti nel caso in cui il destinatario del prestito non riesca a provvedere in prima persona. L’obbligo del garante (preferibilmente legato da un vincolo di parentela) scatta solo in alcuni casi, vale a dire se la somma richiesta supera i 15mila euro, e se chi richiede il prestito ha un contratto di lavoro precario, oppure ha iniziato a lavorare da poco tempo o ha un reddito basso.

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È sempre preferibile richiedere un prestito personale in un solo istituto di credito alla volta, infatti qualsiasi pratica rimane visibile anche per sei mesi e, nel caso di più richieste effettuate contemporaneamente, la banca potrebbe negare il finanziamento.

Nel caso in cui la prima richiesta di prestito sia stata rifiutata, inoltre, è meglio aspettare almeno un mese prima di rivolgersi a un’altra banca, poiché la richiesta respinta non viene cancellata prima di 30 o 40 giorni, rimanendo visibile anche agli altri istituti di credito che potrebbero, in questo modo, rifiutare a loro volta.

Quali sono i criteri di valutazione specifici utilizzati dalle banche per concedere o meno un prestito personale? La politica di rischio innanzitutto, che varia da banca a banca e si basa su dati statistici che possiede. A seguire la verifica del livello di reddito del soggetto richiedente, calcolando il rapporto tra reddito mensile e rata di rimborso. Anche l’affidabilità creditizia del richiedente è decisiva, volta a controllare precedenti ritardi nei rimborsi.

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Ultimo fattore che influenza l’approvazione di una richiesta di prestito è la valutazione della posizione lavorativa, dove entrano in gioco tutti i criteri inerenti la tipologia contrattuale.

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