Rc auto e discriminazione tra i 2 sessi

di Teresa Barone

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Uno sguardo alle tariffe Rc auto: la parità tra i due sessi è ancora lontana.

Stop alla differenziazione tra le tariffe Rc auto applicate ai due sessi: lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea rendendo obbligatoria la parità assicurativa a partire dal 21 dicembre 2012, tuttavia questa norma non sembra aver portato vantaggi al sesso debole.

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Nonostante la condanna delle politiche discriminatorie in merito alle polizze assicurative auto, infatti, le compagnie italiane sembrano applicare ancora tariffe differenti.

Il sesso non è più determinante nel calcolo dei premi e delle tariffe, ma stando al report stilato dall’Ivass (Authority del settore assicurativo) le donne pagano attualmente il 13,5% in più rispetto a un anno fa, prendendo in considerazione le neopatentate diciottenni con una vettura di cilindrata pari a 1300 cc., in classe bonus-malus di C.U. 14.

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Al contrario, le polizze stipulate dagli automobilisti uomini hanno subito una riduzione del 6,7%, e non mancano le differenze tra le Regioni del Nord e del Sud Italia. I costi per l’assicurazione di un veicolo sono superiori nel meridione, basti pensare che l’importo medio versato da un cinquantenne in possesso di un’auto di cilindrata medio-piccola paga Napoli più di 1.200 euro, contro i 400 euro versati a Trento, Bolzano o Aosta.

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