La pagella dell’Italia

di Chiara Basciano

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Il ritratto di un paese con qualche punta di diamante e molti difetti

Nonostante lo Stivale possa vantare dei punti di forza che rimangono tali nonostante la crisi la valutazione generale fatta dal Censis mostra un’Italia vacillante e debole.

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Oltre ad avere moltissime difficoltà ad attrarre gli investimenti stranieri, a causa delle leggi farraginose e dei tempi burocratici lunghissimi l’Italia risulta ultima per competenze linguistiche tra tutti e 24 i paesi dell’Ocse, elemento direttamente collegabile alla percentuale di laureati tra i 30 e i 34 anni, che si attesta sul 22,4% contro il 48% della Gran Bretagna, il 44% della Francia e il 33% della Germania.

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Gli elementi chiave rimangono il turismo, conquistando il quinto posto tra le mete preferite al mondo, dopo Francia, Stati Uniti, Cina e Spagna e lo scambio culturale, quello che, visto al negativo, è la fuga dei cervelli, e che raggiunge il numero di 2.673 ricercatori italiani attualmente operanti all’estero, 23.400 gli studenti italiani inseriti nel programma Erasmus e 62.580 i giovani italiani che studiano in università straniere.

Le tinte chiaroscure si accentuano se si guarda all’occupazione giovanile, infatti se la disoccupazione ha raggiunto quota 46% nel primo trimestre 2014 è anche vero che, grazie alla famosa intraprendenza nostrana, i giovani che lavorano in proprio sono 1,3 milioni sotto i 40 anni nel 2013, circa il 15% degli occupati di questa fascia di età, il doppio della media dell’area dell’euro (7,5%).

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Altro punto di forza rimane il Made in Italy, grazie alle grandi manifatture che ancora resistono e fanno arrivare l’Italia undicesima tra gli esportatori mondiali.

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