Professionisti poco digitali

di Chiara Basciano

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Ancora poco sviluppato il settore digitale tar i professionisti, l?innovazione è law driven

La necessità di adottare nuove tecnologie è sempre più impellente, in qualsiasi ambito, dalle grandi aziende agli studi professionali. Questi ultimi in particolare appaiono indietro nello sviluppo del settore IT, come sottolineato dall’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano.

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Secondo i dati rilevati ad eccezione della firma digitale e dei gestionali tipici di Studio, la tecnologia più presente oggi negli studi professionali è costituita dai software per i flussi telematici (nel 37% dei casi), seguita dal sito internet (30%), dal controllo di gestione (27%), dalla Gestione Elettronica Documentale (25%) e dalla Fatturazione elettronica verso la PA (25%).

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Eppure il potenziale maggiore è presente in settori quali fatturazione elettronica verso la PA (73%), seguita dalla Gestione Elettronica Documentale (68%) e dal sito internet (68%), più la Conservazione Digitale (63%). I professionisti sono consapevoli della necessità del rinnovamento eppure i budget appaiono spesso ridotti, rivolti più che altro al miglioramento di tecnologie già esistenti e guidati soprattutto dalla necessità di sottostare ad un obbligo di legge.

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Claudio Rorato, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio ICT & Professionisti spiega «Il mondo delle professioni giuridiche d’Impresa, di fronte ad alcune difficoltà di carattere economico-finanziario, mostra una certa resistenza al cambiamento e una propensione all’innovazione soprattutto law-driven mentre la domanda di servizi da parte della clientela non è sempre allineata con il ‘portafoglio servizi’ degli studi. Non risulta ancora ampiamente percepito il valore della tecnologia, ancora poco utilizzata per recuperare efficienza interna e sviluppare il business. I professionisti interessati all’adozione delle ICT sono in crescita ogni anno, segno di una lenta ma progressiva alfabetizzazione informatica. I clienti però chiedono il supporto dei professionisti nelle decisioni, in qualità di esperti sugli aspetti gestionali e questa è un’opportunità da cogliere. L’innovazione digitale del professionista è un valore fondamentale anche per le aziende. La ‘contaminazione informatica’ non è solamente dal professionista all’impresa, ma anche viceversa, perché la ‘vera forza è nel sistema’. Il cambiamento dev’essere prima di tutto culturale».