Asia-Pacifico e pagamenti

di Chiara Basciano

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Paesi dell?area Asia-Pacifico in difficoltà per quanto riguarda i pagamenti e le insolvenze

Qualche eccezione ma situazione in peggioramento per quanto riguarda le insolvenze e i ritardi di pagamento nella regione Asia-Pacifico. L’annuale fotografia scattata da Coface dimostra come il 70% delle aziende della zona analizzata abbia registrato consistenti ritardi nel corso del 2014. Valore più alto in assoluto degli ultimi tre anni.

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Nel dettaglio però la situazione non appare così allarmante poiché tutti gli altri indicatori analizzati – numero dei ritardi di pagamento, durata media dei ritardi e potenziali difficoltà di liquidità legati ai ritardi di pagamento prolungati superiori a 180 giorni – mostrano invece dei miglioramenti. In particolare per Australia, Giappone, Singapore e Taiwan si nota un miglioramento dell’esperienza di pagamento delle imprese. Come sottolineato da Rocky Tung, Economista di Coface per la regione Asia-Pacifico «Dal momento che le esportazioni australiane risentiranno del rallentamento cinese, sarà necessario stimolare la domanda interna del paese. Con l’ingresso della Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture (AIIB), l’Australia potrebbe beneficiare di una ripresa della domanda di risorse naturali, una manna per un paese come questo ricco di materie prime».

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Prospettive peggiori per Cina, Hong Kong, India e Tailandia, in cui si notano situazioni più a rischio. Nel dettaglio in Cina si notano molte aziende a rischio di indebitamento, mentre Hong Kong risente della forza del dollaro e appare meno attrattiva dal punto di vista turistico. India e Tailandia sembrano nella situazione peggiore, con un certo rallentamento dell’economia e valori molto alti per quanto riguarda i ritardi dei pagamenti.