Politica e investimenti green

di Chiara Basciano

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Le mille possibilità della green economy rimangono ancora su carta, ci vorrebbero più investimenti

Le possibilità nel campo della green economy sono molte. Da un lato lo sviluppo tecnologico, dall’altro l’interesse crescente per l’ambiente fanno di questo settore un possibile motore dell’economia globale. Ma ancora troppo poco si sta facendo dal punto di vista politico.

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Il convegno organizzato da Eunews  dal titolo How can we foster green growth, che si è svolto a Bruxelles, ha puntato il dito proprio contro la politica, che deve aiutare lo sviluppo del settore per avere risultati concreti.

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L’interessante intervento di Francesca Romana Medda, docente al London University College ha affrontato il nodo degli investimenti. Secondo quanto detto si nota una carenza che andrebbe colmata con “strumenti finanziari non convenzionali”, favorendo “un approccio dal basso”, con “finanziamenti peer to peer” che mettano le piccole e medie imprese, “spesso portatrici di innovazione”, in grado di accedere ai finanziamenti.

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Si nota una certa differenza tra i paesi che hanno deciso di investire nelle rinnovabili e quelle che invece sono rimaste ferme, i primi infatti hanno registrato una sostanziale crescita dell’economia. Non resta allora che rendersi conto delle possibilità della green economy, partendo anche dal delicato tema dei rifiuti. Come lamenta Annika Hedberg, senior policy analyst del think tank Epc (European policy centre), in Europa “ricicliamo poco, appena il 40% dei rifiuti solidi”, e “l’efficienza energetica non è ancora presa abbastanza in considerazione”.