Occhio alla registrazione dei marchi

di Chiara Basciano

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Uno studio rivela il potere della Cina basato sul tasso di registrazione dei marchi.

La registrazione dei marchi è un valido indicatore del tasso di crescita di un paese, per questo studiarne l’andamento diventa un modo per tenere d’occhio possibili investimenti. Il Report di Thomson CompuMark, dal titolo Annual Trademarks Report: Global Insights on Trademark Trends, mette in evidenza proprio questo dato, evidenziando l’importanza della Cina in questo settore.

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Con il 71% con il tasso di crescita di registrazione dei marchi la Cina si pone al top della classifica, con 1,7 milioni di nuovi marchi nel 2014 rispetto agli 1,01 milioni dell’anno precedente, seguono Stati Uniti, Francia, Turchia, Brasile, Giappone, Sud Corea, Germania, Canada e Russia, ma con un volume che non appare affatto al livello di quello cinese.

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Per quanto riguarda i paesi emergenti i tassi di crescita sono a una cifra. In particolare per quanto riguarda  Brasile, Messico e Sud Corea, particolarmente interessanti agli occhi degli investitori  di molti brand multinazionali.

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Mark Frost, General Manager di Thomson CompuMark, ha spiegato «L’archiviazione dei marchi continua ad essere un forte indicatore del trend economico globale. Dall’attività sui marchi emergono importanti trend, come ad esempio dove le aziende stanno ponendo enfasi nelle loro strategie di crescita internazionali, quali industrie stanno espandendo i propri portafogli di marchi e la salute generale dell’economia globale».

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