Banche: in Italia costi alle stelle

di Teresa Barone

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Analisi della Cgia di Mestre che sottolinea come i costi strutturali del sistema bancario nazionale superino la media UE.

Le banche nazionali vantano il triste primato relativo ai costi strutturali, superiori alla media UE. Lo afferma la Cgia di Mestre rendendo noti dati e cifre inerenti il sistema bancario italiano.

Nel 2014 la spesa è stata pari a 49,5 miliardi di euro, in pratica l’1,83% del totale complessivo delle attività.

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Secondo la Cgia, infatti, sempre nel 2014 i margini di interesse derivati dal credito erogato sono diminuiti portandosi a 39,3 miliardi di euro, mentre ad aumentare sono state le commissioni bancarie nette e altri ricavi relativi alle attività extra-creditizie o legate al trading finanziario.

Le commissioni bancarie sono aumentate di 2,8 miliardi, pari all’11,5%, mentre l’incidenza del margine di interesse sul totale dei ricavi è pari al 50,3%, in pratica tra i più bassi di Europa.

Questo il commento del coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo:

«Ricordo che l’80 per cento dei prestiti concessi dalle banche italiane va al primo 10 per cento dei maggiori affidati che è costituito quasi esclusivamente dalle grandi aziende e da gruppi industriali che in termini percentuali non superano l’1 per cento del totale. Qualcuno potrebbe obbiettare che se questi prestiti sono stati erogati nella stragrande maggioranza dei casi ad un numero ristretto di clienti, ciò è riconducibile al fatto che questi ultimi sono solvibili. La realtà, invece, è molto diversa. La quota di insolvenza in capo ai maggiori affidati, infatti, è attorno all’81 per cento. In buona sostanza chi riceve la stragrande maggioranza dei prestiti presenta livelli di affidabilità bassissimi, per contro, chi dimostra di essere un buon pagatore riceve i soldi con il contagocce.»