Recensioni web false: per le aziende, sanzioni e cattiva reputazione

di Carlo Lavalle

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Le recensioni false commissionate dalle aziende sui social media per ottenere giudizi positivi sono in costante aumento, secondo una ricerca di Gartner.

Su Internet una valutazione letta su Amazon, Yelp ecc. può farela differenza in quanto a sforzi di marketing. >> Leggi la Guida al social brand aziendale

La posta in gioco per una impresa è alta, tanto che entro il 2014 la tendenza a ricorrere a recensioni fasulle possa raggiungere una percentuale del 10-15%, anche se illegali.

“Con oltre la metà  della popolazione di Internet sui social network – spiega Jenny Sussin, analista Gartner – le aziende cercano nuovi modi per avere piattaforme con più follower, ricevere più visite sui propri video, raccogliere giudizi più positivi rispetto ai loro concorrenti e più like sulle pagine Facebook.
Molte imprese hanno iniziato a pagare per le recensioni positive con denaro, coupon e promozioni nella speranza di aumentare le vendite, fidelizzare il cliente e stare dalla parte dei consumatori attraverso campagne di passaparola sui social media”.

Il rischio nell’uso di questi metodi è però non soltanto di incorrere in sanzioni legali ma di essere scoperti e vedere danneggiata la propria reputazione.

Come reazione all’incremento del deprecabile comportamento che penalizza i consumatori e le aziende oneste, tra l’altro, sta nascendo un mercato parallelo di professionisti il cui obiettivo è identificare le recensioni false: esperti specializzati nella difesa della reputazione danneggiata contro quello esistente attivo nella creazione della reputazione.