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Manovra: ancora polemiche sul maxi-emendamento

di Noemi Ricci

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Mentre il Governo si prepara a chiedere la fiducia sul maxi-emendamento alla Finanziaria, alcuni punti fanno ancora discutere: primo, l'eliminazione dei 40 anni di contribuzione per andare in pensione

Si discute in Commissione Bilancio del Senato sul maxi-emendamento sul quale il governo dovrebbe essere pronto a chiedere la fiducia. Tra i punti che infuocano gli animi vi sarebbe l’ipotesi di rimuovere, a partire dal 2015, la possibilità di per accedere alla pensione di anzianità con il solo requisito di 40 anni di contributi.

Tra cinque anni verrà dunque attuato l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita con l’attesa di ulteriori tre mesi prima di poter andare in pensione.

A partire da gennaio 2011 chi raggiungerà i requisiti di età pensionabile, o i 40 anni di contributi, dovrà comunque attendere un anno di tempo previsto dalla nuova finestra mobile. Quindi di fatto si andrà in pensione con 41 anni di contributi.

Tra le voci contrarie più insistenti c’è quella della Cgil, che per voce della segretaria confederale Vera Lamonica denuncia: «Una scelta grave – conclude Lamonica – dettata soltanto dall’accanimento del governo contro i lavoratori, le donne, i pensionati».

Intanto al Governo non si preannunciano stravolgimenti alla manovra rispetto al lavoro fatto dalla Commissione Bilancio del Senato, che arriverà in aula giovedì mattina e la settimana prossima, fino ad arrivare a mercoledì 14 luglio con il voto finale.

Tra i punti ormai accantonati sembra esserci la questione dell’innalzamento della soglia per poter ottenere l’assegno di invalidità – che resta al 74% e non più all’85% come si era proposto – mentre verranno intensificati i controlli sui falsi invalidi.

Dovrebbe invece essere confermato lo stop agli adempimenti e versamenti tributari e contributivi fino al 20 dicembre 2010 per i titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo abruzzesi, con volume d’affari non superiore a 200mila euro.