WWW: più rischi o potenzialità?

di Redazione PMI.it

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All'indomani del "compleanno" del World Wide Web si fa il punto sul presente e sul futuro della Rete a distanza di vent'anni dalla sua nascita, alla luce delle potenzialità e dei rischi per utenti e aziende

Conclusi i festeggiamenti per i suoi primi vent’anni, il WWW fa bilanci e consuntivi. Come? Per voce del suo padre spirituale, Tim Berners-Lee, che dal CERN di Ginevra ha lanciato discreti moniti e accorati consigli per un uso consapevole del World Wide Web.

Per quanto ci si possa sentire ormai a pieno titolo figli dell’era telematica, in realtà per Berners-Lee siamo ancora agli inizi, e dietro l’angolo si celano infinite potenzialità, ma anche inaspettati rischi e pericoli.

Sta al popolo della Rete, ai Governi – e ai mercati – segnare la strada giusta. Il monito va anche all’industria, però: basti pensare al behavioral marketing ormai uscito fuori dal segmento di nicchia e riportato alla ribalta da un gigante come Google. O al fenomeno Facebook che, volente o nolente, strizzando l’occhio agli inserzionisti comincia a invadere vite e privacy, spesso muovendosi lungo una linea di confine assai sottile tra “voluto e non voluto”.

Quel che è certo, è che Internet è saldamente integrato nella vita socio-politica, formativo-didattica, imprenditoriale e industriale di tutte le moderne economie, ma a a vari livelli e a macchia di leopardo: tutte, però, in corsa verso un WWW perfetta sintesi di benefici pubblici e privati, di bene dell’umanità e strumento di crescita economica e aziendale.

E in Italia? Lo scenario offre spunto a considerazioni di varia natura: da un lato mercato e industria spingono in direzione del Web 2.0 e dell’utente, come strumento d’interpretazione delle future declinazioni di Internet, ma dalle istituzioni giungono messaggi meno aperti e dinamici.

Per chi ha seguito nei giorni scorsi la “questione Carlucci” su Webnews – che ha visto protagonista l’onorevole Gabriella Carlucci di uno scambio epistolare con direttore Giacomo Dotta sulla ormai famosa proposta 2195 – potrà aprire a nuove riflessioni il nuovo passo avanti compiuto verso l’approvazione del testo, che è ora approdato in Commissione Trasporti.

Come andrà a finire? Certo, suscita una strana sensazione pensare ad Internet e alle sue potenzialità di comunicazione e confronto, per comuni cittadini e per imprese di ogni dimensione e attività, leggere la proposta italiana: «è vietato immettere in maniera anonima nella rete internet contenuti, ivi comprese le banche di dati, in forma testuale, sonora, audiovisiva o informatica, o in qualsiasi altra forma, ovvero agevolare l’immissione dei medesimi».

Obiettivo? Tutelare gli innocenti della Rete da contenuti anonimi e quindi non garantiti, ma tuttavia inevitabile non ammettere che una barriera del genere potrebbe seriamente ostacolare lo spirito libero della Rete, che di fatto è il vero motore del Web 2.0 con tutti i traguardi raggiunti finora.