Autoriciclaggio, ispezioni e denunce

di Francesca Vinciarelli

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Dai risultati dei controlli effettuati nella prima parte del 2016 dalla Guardia di Finanza emerge un boom di denunce di reato di autoriciclaggio.

Sembra essere in aumento il reato di autoriciclaggio, in vigore dal 1° gennaio 2015: nei primi 5 mesi del 2016 sono stati 300 i soggetti ai quali la Guardia di Finanza lo ha contestato, un risultato che ha triplicato quello dei primi dieci mesi dell’anno prima, quando i denunciati erano stati 103. Se poi si guarda allo stesso periodo di riferimento, i primi 5 mesi del 2015, il risultato è ancora più sorprendente: l’anno scorso sono stati accertati solo 19 casi di autoriciclaggio.

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In questa prima parte del 2016, fa sapere la GdF in occasione della cerimonia del 242° Anniversario di Fondazione della Guardia di Finanza, per prevenire e reprimere l’evasione e le frodi fiscali sono state svolte, tra le altre attività ispettive, oltre 5.300 verifiche. Di queste il 65% riguardanti gli illeciti più gravi come l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta e l’occultamento di documentazione contabile.

Poi, ha spiegato il Generale Giorgio Toschi, il nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza:

«Ci sono stati oltre 9.500 controlli mirati nei confronti di persone e imprese preventivamente individuate sulla base di specifici indicatori di rischio, anche sulla scorta di raffinate analisi di dati disponibili presso le banche dati in uso al corpo, continuamente oggetto di attenta consultazione, elaborazione e valorizzazione delle informazioni in esse contenute».

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Nell’attività di contrasto alla criminalità economico-finanziaria:

  • sono state sottratte 220 aziende e sequestrati beni e patrimoni per 1,3 miliardi di euro alla criminalità organizzata;
  • i denunciati per riciclaggio sono stati 1.000;
  • i denunciati per il reato di autoriciclaggio sono stati 300;
  • sono stati 41 milioni i prodotti con marchi contraffatti sequestrati;
  • da gennaio a maggio 2016 la Guardia di finanza ha inoltre scoperto 220 casi di trasferimento indebito all’estero di redditi societari e ha sequestrato patrimoni per 300 milioni di euro.

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