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Pagamenti PA alle imprese: si parte da Roma e Milano

di Barbara Weisz

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Operativo il decreto che sblocca i debiti arretrati della PA, per le imprese di Milano subito 112 milioni, per quelle di Roma ci sono 48 milioni: il calendario, il meccanismo e la classifica dei rimborsi nei Comuni.

Dal 9 aprile è in vigore il decreto sul pagamento dei debiti della PA (=>scaricalo qui), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.82 dell’8 aprile 2013: ad avvantaggiarsene da subito sono le imprese dei Comuni con liquidità di cassa.

In base al provvedimento (articolo 1, comma 5), gli enti locali possano sbloccare subito il 13% di quanto hanno in cassa al 31 marzo.

Milano può dunque destinare al sistema imprenditoriale 112 milioni di euro. Quasi il triplo rispetto ai 48 milioni di Roma, mentre al terzo posto della classifica sulla liquidità disponibile c’è Cagliari, con circa 29 milioni.

Ma, in rapporto alle dimensioni del debito nei confronti delle imprese, le città in cui verranno restituite subito le somme maggiori sono Bergamo, Sondrio e Barletta.

=>Consulta il programma di rimborsi alle imprese

Dovranno invece attendere fino a maggio le imprese che si trovano nei Comuni che in cassa non hanno niente o quasi, fra i quali c’è anche Torino (elaborazioni su dati del Ministero e di Unioncamere).

La situazione è infatti diversa nei Comuni senza liquidità di cassa, che entro il 30 aprile devono chiedere al Ministero dell’Economia – mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato – le somme di cui hanno bisogno per pagare le imprese (anticipazioni). Il dicastero avrà 15 giorni di tempo per definire gli importi dei prestiti, da escludere dal patto di stabilità interno, con specifico decreto (entro il 15 maggio).

Rimborsi

In tutto, – tra le somme subito liquidabili dai Comuni e le anticipazioni deliberate entro metà maggio – arriveranno alle imprese 4,5 miliardi (il 90% del tetto massimo di 5 miliardi esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno).

Poi, ci sarà un secondo decreto ministeriale, sempre del dicastero dell’Economia, da emanare entro il 15 giugno, per liberare il restante 10%, ovvero 500 milioni di euro.

Attenzione: nei Comuni che non saldano i debiti alle imprese sono previste sanzioni a carico dei funzionari responsabili: c’è una multa pari a due mensilità di stipendio.

Compensazioni

Questi 5 miliardi non sono gli unici che verranno pagati alle imprese dagli enti locali in base al decreto. Anche per le Regioni c’è un analogo allentamento del patto di stabilità interno, pari a 1,4 miliardi.

=> Decreto Debiti PA: come cambia la compensazione

E’ prevista anche la possibilità di chiedere un maggior anticipo di tesoreria, entro il 30 settembre: il tetto è alzato da tre a cinque dodicesimi delle entrate da tributi, trasferimenti e tariffe.

Nel caso in cui facciano questa ulteriore richiesta, i Comuni devono vincolare una quota corrispondente delle entrate IMU 2013, mentre le Province attingono la copertura dall’imposta sulle assicurazioni Rc auto.

=> Vai allo speciale sul ritardo pagamenti PA

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