TASI e IMU: impegno di Renzi per la tassa unica

di Barbara Weisz

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Il premier Renzi si impegna a riformare TASI e IMU unendole in un'unica imposta sulla casa: le ipotesi di riforma e il punto sulle delibere alla scadenza dei termini per l'acconto di ottobre.

«Metteremo un limite alla tassazione, ci sarà una tassa sola e si saprà quanto costa»: con questa frase, riferita alle tasse sugli immobili, il premier Matteo renzi riapre il dibattitto sul possibile accorpamento fra TASI e IMU. Si tratta di un’ipotesi che era già stata formulata in precedenza, ma che fino ad ora era un’indiscrezione, mentre a questo punto diventa un impegno preso dal governo. Il premier ne ha parlato nel corso di Porta a Porta, martedì 9 settembre. Non ci sono indicazioni precise sui tempi, ma l’impressione è che il tutto possa rientrare nella Legge di Stabilità 2015. sarebbe la norma ideale per far scattare le nuove regole dal primo gennaio, evitando complicazioni relative all’avvicendarsi di diverse norme nel corso dello stato anno d’imposta.

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Come detto, si tratta di un’ipotesi che era già circolata nei mesi scorsi. Non ci sono al momento altre indicazioni su come verrà formulata l’eventuale nuova norma sulla tassazione sugli immobili: un accorpamento oppure una revisione della IUC, l’attuale tassa unica comunale che comprende TASI (servizi indivisibili), IMU (immobili) e TARI (rifiuti).

TASI a ottobre

Nel frattempo, scade definitivamente oggi, 10 settembre, il termine entro il quale i Comuni devono inviare le delibere con le aliquote TASI 2014 alla piattaforma ministeriale delle Finanze, che poi verrà aggiornata definitivamente entro il prossimo 18 settembre. Sarà quello il giorno in cui i contribuenti potranno finalmente sapere con certezza se risiedono in un Comune che prevede l’acconto entro il 16 ottobre, o se invece passeranno alla cassa in dicembre, pagando in un’unica soluzione acconto e saldo sulla prima casa.

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A grandi linee, sono circa 3mila i Comuni che chiameranno alla cassa i contribuenti per la TASI entro il 16 ottobre, che si aggiungono agli oltre 2mila che avevano già deliberato in tempo per l’acconto di giugno. Quindi, ci saranno quasi 3mila comuni (in realtà meno, nel senso che le cifre sopr riportate sono arrotondate per difetto), nei quali il versamento verrà effettuato in un’unica soluzione in dicembre. Attenzione, vista la complessità delle scadenze, è bene sottolineare che tutto questo riguarda solo la TASI, non l’IMU, di cui in tutti i Comuni è già stato versato l’acconto in giugno che sarà poi seguito dal saldo di dicembre.

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TASI a dicembre

Infine, ci sono i Comuni che non hanno deliberato in tempo neppure per la scadenza di ottobre. Come detto, in questo caso la scadenza per il versamento è il 16 dicembre. E il contribuente pagherà la TASI in base all’aliquota standard 0,1%. Attenzione: si pagherà l’aliquota standard anche se i Comuni avranno nel frattempo deliberato. Significa che tutte le delibere che arrivano dopo il 10 settembre, non faranno testo nè per il versamento di ottobre nè per quello di dicembre. La regola, in effetti, rischia di provocare un nuovo problema. Come noto, quale che sia l’aliquota TASI che i Comuni decidono di applicare alle case diverse dall’abitazione principale, la somma di IMU e TASI non può superare (per legge) l’1,06% (che era l’aliquota massima dell’IMU 2013). Ma nel caso dei Comuni che già l’anno scorso avevano previsto aliquota massima, come farà il contribuente ad applicare anche lo 0,1% di TASI? In pratica, in mancanza di chiarimenti interpretativi diversi, ci sono contribuenti che, a dicembre, rischieranno di pagare una somma TASI-IMU pari all’1,16%. Sarebbe un dubbio chiarire, magari senza attendere l’ultima settimana per fornire le spiegazioni al contribuente.