Tratto dallo speciale:

Codici CUN obbligatori in fattura elettronica agroalimentare, elenco e istruzioni

di Teresa Barone

16 Settembre 2026 09:30

logo PMI+ logo PMI+
I 68 codici CUN da indicare in ogni fattura elettronica agroalimentare, con le istruzioni dall’Agenzia delle Entrate per l'inserimento nel tracciato XML. Niente sanzioni per chi sbaglia.

Allevatori, commercianti e operatori del comparto agroalimentare hanno l’0bbligo di compilare fattura elettronica inserendo accanto alla descrizione della merce anche i codici CUN che ne identificano ogni voce. L’elenco del Ministero dell’agricoltura conta 68 sigle classificare per classe di peso, taglio, livello qualitativo e zona di produzione. L’adempimento, a regime da maggio 2026, è previsto dalla legge annuale sulle semplificazioni e interessa tutta la filiera, accompagnando il prodotto lungo tutta la catena di vendita fino al cliente e utilizzato per le quotazioni di riferimento nelle contrattazioni.

In sintesi:

  • l’obbligo discende dall’art. 3, comma 7-bis, del DL 15 maggio 2024 n. 63, introdotto dall’art. 33, comma 1, della legge 2 dicembre 2025 n. 182;
  • le modalità operative sono definite dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 93628/2026 del 18 marzo 2026;
  • l’elenco dei codici è stato pubblicato dal MASAF con prot. n. 0135497 del 31 marzo 2026 e integrato per la commissione uova;
  • le FAQ MASAF del 7 maggio 2026 escludono sanzioni fiscali e qualificano la finalità della rilevazione come statistica;
  • l’obbligo si applica fino al 31 dicembre 2028, termine prorogato dall’art. 15, comma 3-ter, del DL 200/2025.

CUN obbligatori in fattura elettronica per prodotti agroalimentari

I codici CUN in fattura elettronica vanno indicati per i prodotti sui quali è attiva una Commissione unica nazionale: filiera suinicola, conigli vivi da carne da allevamento nazionale, uova in natura da consumo e grano duro. L’obbligo grava sul soggetto che fattura la cessione del bene corrispondente a una voce del listino, quindi non soltanto sul produttore agricolo, e vale anche per commercianti, macellatori e trasformatori quando rivendono il prodotto tal quale.

Il codice si aggiunge agli elementi ordinari della fattura elettronica senza modificare le regole di emissione, i termini di trasmissione allo SdI o il contenuto fiscale del documento. La base normativa dell’obbligo del codice CUN è l’art. 3, comma 7-bis, del DL 15 maggio 2024 n. 63, inserito dall’art. 33, comma 1, della legge 2 dicembre 2025 n. 182, che rinvia a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate per le modalità di attuazione. Il termine finale di applicazione è il 31 dicembre 2028, dopo la proroga disposta dall’art. 15, comma 3-ter, del DL 200/2025, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2026 n. 26.

Sulla decorrenza del codice CUN il provvedimento tace, e nelle prime settimane la lettura prevalente collocava l’avvio al 16 maggio 2026, per applicazione dei sessanta giorni previsti dall’art. 3, comma 2, della legge 27 luglio 2000 n. 212. Le FAQ ministeriali hanno corretto l’impostazione: i presupposti dello Statuto del contribuente non ricorrono, l’invio dei dati è tecnicamente possibile da subito e l’Amministrazione si limita a riconoscere i tempi di adeguamento dei software gestionali, di fatto coincidenti con la finestra che gli operatori avevano ipotizzato.

Inserimento codice CUN nel tracciato XML

Per ciascun prodotto oggetto di transazione va compilato il blocco 2.2.1.16 <AltriDatiGestionali> del tracciato XML della fattura elettronica, indicando la dicitura CUN nel campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> e il codice del prodotto nel campo 2.2.1.16.2 <RiferimentoTesto>. Il provvedimento ammette esclusivamente il tracciato della fattura ordinaria approvato con provvedimento n. 433608 del 24 novembre 2022, come modificato dal provvedimento n. 105669 dell’8 marzo 2024.

La compilazione avviene riga per riga, non a livello di documento: in una fattura mista ogni riga porta il codice del prodotto che descrive, e le righe relative a beni fuori listino restano prive di codifica. Chi emette autofatture con codice CUN per acquisti da produttori agricoli in regime speciale IVA ai sensi dell’art. 34, comma 6, del DPR 633/1972 compila il blocco allo stesso modo.

Alcuni gestionali denominano il campo di destinazione valore testo anziché riferimento testo. Il Ministero ha chiarito che si tratta della medesima voce del tracciato, con una diversa nomenclatura interna al software, e che il riferimento da seguire resta quello delle specifiche allegate al provvedimento.

Elenco codici CUN del MASAF per i comparti quotati

L’elenco codici CUN pubblicato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ricalca voce per voce i listini, e nessun codice diverso da quelli elencati può essere riportato in fattura. Le stringhe pubblicate, comprensive dell’integrazione sulle uova di peso vario, sono 68 e si distribuiscono così fra i comparti.

Comparto quotato Codici CUN in fattura
Tagli di carne suina fresca 17
Grano duro 16
Suini da macello 9
Suinetti 9
Uova in natura da consumo 8
Grasso e strutti 5
Conigli vivi da carne 2
Scrofe da macello 2

La stringa va trascritta esattamente come pubblicata. La corrispondenza tra prodotto e codice CUN è sostanziale, non nominale: se la fattura riporta trancetto taglio Bologna e il listino descrive il carrè senza coppa, senza fondello, senza costine, il prodotto è lo stesso e il codice va indicato. L’elenco completo e i chiarimenti applicativi sono pubblicati sulla pagina MASAF dedicata alle Commissioni uniche nazionali.

Codice CUN suinetti e suini da macello per classe di peso

Il codice CUN dei suinetti si individua sul peso medio vivo della partita, ricondotto alla classe più vicina fra quelle quotate. Il criterio è quello fissato dalle FAQ ministeriali e vale anche quando il peso effettivo cade tra due classi.

Peso medio vivo della partita Codice CUN suinetti da indicare
da 0 a 10 kg lattonzoli di 7 kg
da 10,1 a 20 kg lattonzoli di 15 kg
da 20,1 a 27 kg lattonzoli di 25 kg
da 27,1 a 35 kg lattonzoli di 30 kg
da 35,1 a 45 kg lattonzoli di 40 kg
da 45,1 a 57 kg magroni di 50 kg
da 57,1 a 72 kg magroni di 65 kg
da 72,1 a 90 kg magroni di 80 kg
da 90,1 a 100 kg magroni di 100 kg

Anche il codice CUN dei suini da macello segue il peso medio della partita, quando la fatturazione è impostata su quel valore. Un capo di 100 kg compare sia tra i suinetti sia tra i suini da macello: la scelta dipende dalla destinazione, ristallo o macellazione. Per le scrofe da macello la codifica riguarda soltanto i capi a fine carriera riproduttiva, mentre le cessioni di riproduttori in attività e le vendite al macello dei verri restano fuori.

Prodotti esenti da obbligo di codice CUN in fattura

Le esclusioni dal codice CUN discendono da un criterio unico: ogni lavorazione che generi valore aggiunto porta la merce fuori dalla voce quotata. I casi chiariti dal Ministero riguardano:

  • le vendite effettuate direttamente a consumatori privati;
  • i prodotti confezionati, selezionati o comunque trasformati rispetto alla voce quotata;
  • i tagli di carne suina congelati, perché la commissione quota il prodotto fresco;
  • le uova biologiche, selezionate e confezionate;
  • i suini del circuito tutelato sottopeso rispetto alle classi di listino;
  • le razze suine autoctone, oggetto semmai di quotazioni territoriali;
  • i suini cosiddetti di scarto, il cui prezzo nasce da accordi diretti fra le parti.

Sul trasporto la regola segue la modalità di consegna del listino: se la quotazione è franco partenza il costo del trasporto resta fuori e la relativa voce di fattura non porta codice, se è franco arrivo il codice va indicato. Per il grano duro il listino è espresso franco partenza centro di stoccaggio, quindi modalità di consegna diverse portano il prodotto fuori dai parametri di riferimento.

Codice CUN in acconti, saldi e sconti della filiera agroalimentare

Per il codice CUN del grano duro la fatturazione in acconto seguita da saldo si gestisce aggiungendo al codice le lettere acc per l’acconto e sal per il saldo, così che il sistema distingua le due operazioni sullo stesso lotto. I codici del frumento duro sono sedici, articolati su quattro macroaree di produzione con quattro livelli qualitativi ciascuna, e presuppongono che la granella di diversa provenienza sia tenuta separata: un lotto misto non trova corrispondenza nel listino.

Sconti, conguagli e premialità rientrano nel valore del prodotto e vanno associati al codice corrispondente, anche quando compaiono su una riga distinta con importo negativo. Nel comparto uova il codice CUN delle uova accompagna il quantitativo sia quando è espresso in peso sia quando è espresso in numero di pezzi, perché il flusso trasmesso include l’unità di misura selezionata.

Trasmissione dati fatture CUN a BMTI e segreterie tecniche

La trasmissione dei dati CUN riguarda quattro informazioni estratte dalla fattura: il codice nel campo 2.2.1.16.2, l’unità di misura nel campo 2.2.1.6, la quantità nel campo 2.2.1.5 e il prezzo totale nel campo 2.2.1.11. I dati sono aggregati per codice e per unità di misura, poi resi disponibili in forma anonima con cadenza settimanale attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati di cui all’art. 50-ter del D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82.

Il destinatario è la segreteria tecnica di ciascuna commissione, per il tramite di B.M.T.I. S.c.p.A., la Borsa merci telematica italiana che svolge le funzioni di segreteria ai sensi dell’art. 6, comma 2, del decreto ministeriale 31 marzo 2017 n. 72. Titolare del trattamento è l’Agenzia delle Entrate, che si avvale di Sogei S.p.A. come responsabile, con base giuridica individuata nell’art. 3, comma 7-bis, del DL 63/2024.

Sanzioni escluse per codice CUN mancante o errato

Le sanzioni per il codice CUN mancante o errato non trovano applicazione: il Ministero ha qualificato la disciplina come priva di carattere tributario e diretta a una finalità statistica, e l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’assenza di conseguenze sanzionatorie nell’incontro con le organizzazioni di filiera del 17 aprile 2026. La fattura conserva piena validità anche senza il blocco compilato.

Le circolari diffuse nelle prime settimane da alcune organizzazioni agricole ipotizzavano la sanzione per documentazione irregolare prevista dall’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 471/1997, con importo base di 250 euro e regolarizzazione entro novanta giorni. Quella lettura è stata superata dai chiarimenti ministeriali di maggio. L’interesse a compilare correttamente il campo è di natura economica: la qualità delle quotazioni che gli operatori usano come riferimento nelle contrattazioni dipende dalla copertura dei dati raccolti.