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Imponibile IVA su fatture elettroniche: la mappa per regione e settore

di Barbara Weisz

2 Ottobre 2026 12:00

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Nei primi sette mesi del 2026 l'imponibile IVA sale del 4,4%: Lombardia prima per volumi, Toscana prima per crescita. Tabelle complete su tutte le regioni

L’imponibile IVA documentato dalla fatturazione elettronica cresce del 4,4% nei primi sette mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo l’ultimo rapporto statistico del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, elaborato sui flussi del Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Un barometro mensile dell’attività economica per territorio e comparto, utile per confrontare l’andamento della propria regione e del proprio settore con la media nazionale.

La Lombardia è la prima regione per volumi, mentre la crescita più forte arriva dalle regioni del Centro, trainate da Toscana e Lazio, e dal Mezzogiorno. A spingere l’aumento sono società ed enti; l’imponibile di professionisti e ditte individuali sale appena.

In sintesi:

  • l’imponibile IVA delle fatture elettroniche tra operatori nazionali ammonta a 2.068,7 miliardi di euro tra gennaio e luglio 2026, 88 miliardi in più sullo stesso periodo del 2025, secondo il report di luglio 2026 del Dipartimento delle Finanze;
  • società ed enti generano il 93,6% dell’imponibile e crescono del 4,7%, contro l’1,1% delle persone fisiche titolari di partita IVA;
  • la Lombardia vale il 30,5% del dato nazionale, la Toscana registra la crescita più forte (+12,7%) e la Valle d’Aosta è l’unica regione in calo (-2,0%);
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio (27,1%, +5,7%) e manifattura (23,0%, +4,2%) sono i primi due settori.

Reddito imponibile IVA, andamento mese per mese

Tra gennaio e luglio 2026 le fatture elettroniche scambiate tra operatori italiani documentano 2.068,7 miliardi di euro di imponibile IVA, in crescita del 4,4% sui primi sette mesi del 2025: un ritmo superiore a quello di un anno fa, quando l’aumento sullo stesso periodo si era fermato al 2,8%.

L’andamento mensile ha un solo segno negativo, a gennaio (-2,5% sullo stesso mese del 2025); da febbraio la variazione torna positiva, tocca il massimo ad aprile (+8,3%) e si attesta sopra il 7% a giugno e luglio. Luglio è anche il mese con l’imponibile più alto del periodo, pari a 329,8 miliardi di euro.

Variazioni mensili dell'imponibile IVA da fatturazione elettronica da gennaio a luglio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025, dati Dipartimento delle Finanze

Sull’intero 2025 l’imponibile da fatturazione elettronica era cresciuto del 2,6% rispetto al 2024, secondo il report di dicembre 2025 dello stesso Dipartimento: il 2026 registra quindi un’accelerazione, misurata in valori nominali.

Società e persone fisiche: chi produce più imponibile IVA

Le società e gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche fatturano 1.936,6 miliardi di euro di imponibile nei sette mesi, con un aumento del 4,7% che spiega quasi tutta la crescita nazionale.

Le persone fisiche titolari di partita IVA, cioè ditte individuali, lavoratori autonomi e professionisti, arrivano a 132,0 miliardi con un incremento dell’1,1%, che rovescia il calo dello 0,5% registrato nei primi sette mesi del 2025. La loro quota sul totale scende di conseguenza al 6,4%.

Classifica regionale dell’imponibile IVA da fatturazione elettronica

La Lombardia è la prima regione per imponibile IVA da fatturazione elettronica con 631,8 miliardi di euro, quasi un terzo del dato nazionale, seguita dal Lazio con 336,0 miliardi, pari al 16,2%, e a distanza da Veneto (8,5%), Emilia-Romagna (8,2%) e Piemonte (6,0%).

Quota delle regioni sull'imponibile IVA da fatturazione elettronica a gennaio-luglio 2026: Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e altre regioni

Il maggiore contributo alla crescita arriva dal Lazio, che aggiunge 20,4 miliardi di imponibile rispetto al 2025, poco sopra la Lombardia (+19,0 miliardi); terza è la Toscana con 11,3 miliardi. Le tre regioni insieme spiegano il 58% dell’aumento nazionale.

Rispetto ai primi sette mesi del 2025 la Lombardia rallenta (allora cresceva del 4,3%), mentre il Lazio accelera (+4,2% un anno prima). Tra le grandi regioni del Nord il Piemonte registra l’aumento più contenuto, e la Valle d’Aosta è la sola con il segno meno.

Regione Imponibile IVA gennaio-luglio 2026 e variazione sul 2025
Lombardia 631,8 miliardi (+3,1%)
Lazio 336,0 miliardi (+6,5%)
Veneto 175,8 miliardi (+3,7%)
Emilia-Romagna 170,6 miliardi (+3,3%)
Piemonte 123,2 miliardi (+1,4%)
Toscana 100,0 miliardi (+12,7%)
Campania 97,0 miliardi (+7,5%)
Sicilia 59,3 miliardi (+9,2%)
Puglia 54,1 miliardi (+4,6%)
Marche 34,8 miliardi (+3,2%)
Liguria 33,9 miliardi (+4,5%)
Provincia autonoma di Bolzano 30,6 miliardi (+3,6%)
Friuli-Venezia Giulia 28,2 miliardi (+2,6%)
Abruzzo 24,4 miliardi (+4,9%)
Umbria 24,3 miliardi (+5,8%)
Provincia autonoma di Trento 20,4 miliardi (+4,2%)
Sardegna 18,2 miliardi (+2,5%)
Calabria 15,3 miliardi (+5,7%)
Basilicata 7,9 miliardi (+6,9%)
Molise 4,2 miliardi (+2,0%)
Valle d’Aosta 3,7 miliardi (-2,0%)
Ulteriori enti destinatari 75,0 miliardi (+0,4%)

Centro e Mezzogiorno crescono più del Nord

Raggruppando le regioni nelle macroaree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Mezzogiorno, il Centro registra l’aumento più alto dell’imponibile da fatturazione elettronica (+7,4%) e da solo vale il 38,8% della crescita nazionale, a fronte di una quota del 23,9% sul totale.

Macroarea Imponibile IVA gennaio-luglio 2026 e variazione sul 2025
Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia) 792,6 miliardi (+2,9%)
Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio) 495,1 miliardi (+7,4%)
Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna) 425,6 miliardi (+3,5%)
Mezzogiorno (Sud e Isole) 280,4 miliardi (+6,5%)

Il Mezzogiorno cresce quasi al doppio del ritmo del Nord-Est, con Sicilia, Campania e Basilicata sopra la media della macroarea; il Nord-Ovest, che concentra il 38,3% dell’imponibile, contribuisce invece per un quarto all’aumento complessivo. Le macroaree escludono i 75,0 miliardi che il report attribuisce agli ulteriori enti destinatari, indicati separatamente dalle regioni.

Persone fisiche, Lombardia e Veneto in testa

Tra le persone fisiche titolari di partita IVA la Lombardia concentra il 19,8% dell’imponibile della categoria, con un aumento dello 0,6%, seguita dal Veneto con il 9,5% (+0,5%), da Emilia-Romagna e Lazio, entrambe all’8,4%, e dal Piemonte (7,7%).

L’imponibile di ditte individuali e professionisti è molto meno concentrato di quello delle società: la Lombardia raccoglie il 31,3% dell’imponibile dei soggetti diversi dalle persone fisiche, con il Lazio secondo al 16,8%, mentre per le persone fisiche le regioni fuori dalle prime cinque valgono il 46,2% della categoria.

Settori: commercio e manifattura producono metà imponibile IVA

Il commercio all’ingrosso e al dettaglio, che nella classificazione Ateco comprende la riparazione di autoveicoli e motocicli, genera 560,8 miliardi di euro di imponibile IVA da fatturazione elettronica nei sette mesi e, sommato alla manifattura (475,2 miliardi), supera la metà del totale nazionale. Il commercio da solo apporta 1,5 punti percentuali alla crescita complessiva.

Settore Quota sull’imponibile IVA e variazione sul 2025
Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli 27,1% (+5,7%)
Attività manifatturiere 23,0% (+4,2%)
Costruzioni 8,3% (+7,4%)
Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 7,7% (+2,4%)
Attività professionali, scientifiche e tecniche 5,5% (+4,6%)
Trasporto e magazzinaggio 5,2% (+4,6%)
Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese 3,9% (+5,0%)
Ulteriori attività 3,6% (+0,6%)
Telecomunicazioni e servizi informatici 2,8% (+1,4%)
Agricoltura, silvicoltura e pesca 2,4% (+0,6%)
Attività finanziarie e assicurative 2,1% (-11,8%)
Sanità e assistenza sociale 1,7% (+4,7%)
Attività immobiliari 1,7% (+25,6%)
Acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti 1,5% (+6,5%)
Alloggio e ristorazione 0,8% (+7,6%)

Tra i grandi comparti le costruzioni crescono più della media, mentre la fornitura di energia elettrica e gas si ferma sotto. Gli scostamenti più ampi riguardano settori di dimensione ridotta: le attività immobiliari salgono del 25,6%, le attività finanziarie e assicurative scendono dell’11,8%, unico calo tra i settori sopra i 10 miliardi di imponibile.

Professionisti e ditte individuali: attività professionali in testa

Per le persone fisiche il primo settore per imponibile IVA sono le attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 27,5% della categoria e una crescita dello 0,5%, davanti al commercio (16,8%, +2,8%), alle costruzioni (13,7%) e all’agricoltura (10,3%).

Due comparti hanno andamenti opposti tra persone fisiche e totale degli operatori: per ditte individuali e professionisti le costruzioni calano dell’1,5% e la manifattura del 3,0%, mentre sull’insieme degli operatori entrambi i settori crescono. Tra i sei settori più grandi delle persone fisiche l’aumento più forte è quello della sanità e assistenza sociale (+8,3%).

Dati della fatturazione elettronica: operazioni e valori

Il rapporto statistico del Dipartimento delle Finanze considera soltanto le operazioni interne, cioè le fatture elettroniche emesse da operatori nazionali verso altri operatori nazionali: sono quindi escluse esportazioni, importazioni e scambi con l’estero.

Le informazioni provengono dalla banca dati della fatturazione elettronica messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e gli importi sono espressi in euro correnti: la crescita dell’imponibile comprende quindi l’effetto dell’aumento dei prezzi oltre a quello delle quantità vendute.

Le tabelle mensili, con il dettaglio per regione, settore e tipologia di operatore, sono pubblicate nel report sulla fatturazione elettronica gennaio-luglio 2026 del Dipartimento delle Finanze.