Affitti commerciali: si tassano anche quelli non incassati

di Barbara Weisz

1 Dicembre 2025 11:46

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Cassazione: per gli immobili commerciali con contratti ad esecuzione continuata o periodica si pagano le tasse anche sui canoni non incassati per morosità.

I redditi che derivano dall’affitto di un immobile commerciale sono tassati anche se l’inquilino non paga il canone di locazione. Lo prevede la Corte di Cassazione, che ribadisce un principio di legge e lo estende a un caso specifico: nel caso in cui a causa della morosità interviene la risoluzione del contratto, questa non ha effetto retroattivo e, sulle mensilità pregresse non pagate, sono comunque dovute le tasse.

Questi principi sono contenuti nell’ordinanza 27451/2025. La Corte chiarisce che in base all’art. 1458 del codice civile, nei contratti ad esecuzione continuata o periodica l’effetto della risoluzione non si estende alle prestazioni già eseguite. In pratica, non viene meno l’obbligo di pagamento del canone di locazione per il periodo precedente alla risoluzione, nemmeno se questa è determinata dalla morosità del conduttore. Di conseguenza, anche per i periodi senza incasso sono dovute le imposte.

Il riferimento sulla tassazione dei canoni degli immobili ad uso commerciale è l’articolo 26 del dpr 917/1986. In base a questa norma, i redditi fondiari, inclusi quelli da locazione, concorrono a formare il reddito indipendentemente dal fatto che vengano effettivamente incassati o meno.

Esiste un’unica eccezione rappresentata dai contratti a uso abitativo i quali, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità. Si tratta di una regola contenuta nella legge 431/1998, che però non riguarda gli immobili a uso commerciale; per questi ultimi, fino a quando sussiste il contratto, sono dovute le imposte indipendentemente dal pagamento del canone.