Entrano nel vivo i lavori parlamentari sulla Legge di Bilancio, con la presentazione degli emendamenti in Commissione al Senato. Il termine ultimo è il 14 novembre, poi entro martedì 18 avverrà la scrematura per stabilire quali sono le proposte di modifica ammissibili. L’ufficio di presidenza ha fissato un limite a 400 correttivi. Intanto, è ampiamente iniziato il dibattito fra le forze politiche sulle proposte di modifica della Manovra 2026.
Emendamenti alla Manovra 2026
Fra i capitoli più caldi spiccano il perimetro applicativo della nuova pace fiscale, l’aliquota massima per la cedolare secca sugli affitti brevi, l’iperammortamento 4.0 e 5.0 per gli investimenti delle imprese.
Rottamazione quinquies
Sul fronte Rottamazione quinquies è la Lega a tornare all’attacco, con diverse proposte che vanno da un’ulteriore allungamento della rateazione all’estensione della sanatoria alle cartelle esattoriali dei contribuenti con accertamenti in corso.
Cedolare secca affitti brevi
Sulla tassa piatta per le locazioni turistiche e gli affitti brevi il dibatto resta acceso; diverse forze politiche chiedono di tornare indietro rispetto alla stretta che alza al 26% l’aliquota fiscale della cedolare secca su tutti gli immobili, con l’unica eccezione di un’unità immobiliare che però deve essere messa sul mercato senza intermediari. Si parla di una possibile mediazione, ad esempio portando la tassazione al 23%.
Iperammortamento
Sull’iperammortamento per gli investimenti in macchinari e software 4.0 (digitali) e 5.0 (abilitatori di risparmio energetico) c’è un’apertura dello Governo ai correttivi chiesti in primis dal mondo delle imprese, che chiedono di prolungare la misura attualmente limitata al solo 2026. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lo definisce «uno degli interventi che mi auguro si possa compiere». Rendere questi incentivi agli investimenti delle imprese «pluriennali sarebbe una bella cosa perché forniscono agli investitori un quadro di certezza nel tempo e quindi anche la possibilità e la capacità di programmare gli investimenti. Cercheremo sicuramente di trovare una soluzione».
Altri possibili correttivi
Allo studio anche modifiche all’aumento dell’IRAP, al divieto di compensazioni fra debiti contributivi e crediti fiscali diversi da quelli risultanti dalla dichiarazione, alla stretta sulla flessibilità in uscita con ipotesi di prorogare almeno uno dei due strumenti che altrimenti terminano a fine anno, ovvero Quota 103 e Opzione Donna.