Tratto dallo speciale:

Regole Covid: nuove FAQ del Governo

di Barbara Weisz

scritto il

Rientro nelle seconde case fuori Regioni possibile ma condizionato, casi particolari per gli spostamenti di lavoro: le FAQ aggiornate sulle regole Covid.

Ci sono chiarimenti utili per negozi, bar, ristoranti, e spostamenti nelle FAQ del Governo sulle regole anti Covid, aggiornate agli ultimi provvedimenti. La precisazioni più rilevanti riguardano gli spostamenti da e verso le seconde case fuori regione fino al 15 febbraio, che sono più flessibili rispetto al divieto previsto per il periodo natalizio. Ci sono anche indicazioni utili per quanto riguarda i negozi nelle zone rosse e la novità introdotta dall’ultimo DPCM, ovvero lo stop all’asporto per i bar dopo le 18. Vediamo tutto.

La sezione dedicata alle FAQ è in evidenza sulla home page del portale del Governo. Come noto, riporta ad una mappa interattiva dell’Italia con le Regioni divise per fascia di rischio contagio, che finalmente è stata aggiornata agli ultimi provvedimenti. Cliccando su ciascuna Regione appaiono le FAQ per la specifica zona (rossa, arancione, gialla).

Negozi, bar e ristoranti

Come detto, viene recepita la principale novità prevista dal DPCM 14 gennaio, ossia la chiusura del take away nei bar dopo le 18 in tutta Italia.

  • Dalle 5 alle 18: attività di asporto senza restrizioni.
  • Dalle 18 alle 22: vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25). Resta consentita per ristoranti, pasticcerie, gelaterie e negli esercizi non compresi nei due codici ATECO sopra riportati.
  • Dalle 22 alle 5: si può fare solo il delivery.

In ogni caso, ricordiamo che nelle zone rosse e arancioni è sempre vietato il consumo di cibi e bevande all’interno del locale, e anche nelle vicinanze. La ratio del provvedimento, e del nuovo paletto relativo allo stop dell’asporto dopo le 18, è quella di evitare assembramenti pericolosi sul fronte del rischio contagio.

La consegna a domicilio resta invece sempre consentita senza limiti di orario, nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Invariata anche la norma che consente, senza limiti di orario, la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati. Attenzione: questo vale solo se il servizio ristorazione è interno, nel caso in cui normalmente venga fornito attraverso esercizi convenzionati, il discorso cambia. Nelle zone arancione o rosse, in cui i ristoranti sono chiusi, il cliente potrà avvalersi di un servizio di asporto o consegna “a domicilio”, eventualmente organizzata dall’albergo, con consumazione in albergo.

Infine, una precisazione sui negozi. Come è noto, nelle zone gialle e arancioni sono aperte tutte le attività, mentre in quelle rosse solo quelle considerate di prima necessità, precisamente elencate negli allegati al DPCM (fra le altre, alimentari, farmaci, tabacchi, edicole). I negozi che possono restare aperti anche nelle zone rosse, perché vendono prevalentemente generi consentiti, non possono però vendere ai clienti prodotti la cui vendita non è consentita. E devono anche rimuoverli dagli scaffali, o organizzare gli spazi in modo da impedirne l’accesso ai clienti. E’ sempre consentita, per tutti i negozi e per tutti i prodotti, la consegna a domicilio.

Spostamenti

Qui c’è una lunga precisazione sulle seconde case. Fino al 15 febbraio, in tutta Italia, anche nelle zone gialle, sono vietati gli spostamenti fra Regioni, se non per motivi di lavoro, salute o necessità. E sempre consentito però il rientro nella propria abitazione. Ora, nel precedente decreto di Natale, era specificato che quest’ultima possibilità (il rientro nella propria abitazione), escludeva comunque la seconde case, nelle quali quindi non si poteva andare liberamente nei giorni di chiusura dei confini regionali.

Questa precisazione non è più inserita nel decreto. Le FAQ chiariscono che in effetti questo implica una maggior flessibilità, per cui si può fare rientro in una seconda casa. Ci sono una serie di condizioni. La seconda casa doveva essere già in proprio possesso (o in affitto) prima del 14 gennaio. Questo, per essere chiari, esclude la possibilità di prendere in affitto una casa vacanza fuori Regione dal 15 gennaio al 15 febbraio. Ma consente invece di andarci se il titolo abilitativo era già in essere al 14 gennaio. Nella seconda casa possono andare solo gli appartenenti al nucleo familiare. E non ci si può andare se ci abitano da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo.

E’ anche consentito, per chi si trova già nelle seconde case, di fare avanti e indietro varcando i confini regionali per recarsi al lavoro. Qui però bisogna fare una precisazione: la FAQ che consente questa tipologia di spostamenti (il tragitto casa lavoro), si riferisce all’ipotesi in cui il trasferimento nella seconda casa sia avvenuto prima del 20 dicembre (giorno dal quale sono chiusi i confini regionali).

Resta un dubbio relativo alla possibilità di fare avanti e indietro fra la prima e la seconda casa, fino al 15 febbraio. Le FAQ chiariscono che è possibile fare rientro nella seconda casa, e fare avanti e indietro se ci si trova già lì da prima del 20 dicembre. Non sembra che consenta definitivamente, invece, di andare per esempio a passarci il week end. Si tratta, di un punto non del tutto chiaro. La formulazione della norma porterebbe ad escluderlo. In ogni caso, la ratio è quella di evitare il più possibile gli spostamenti fra Regioni, per cui al di là delle rigidità normative, questo è un principio da tenere sempre presente.

Altre regole

Le FAQ affrontano poi molti altri temi, sia relativi a negozi e spostamenti, sia con capitoli specifici dedicati a eventi, cerimonie e riunioni, attività motoria e sportiva, uffici pubblici, lavoro, attività produttive e professionali, università, mascherine e dispositivi di protezione individuale. L’importante è cliccare sulla propria Regione, perché le norme cambiano a seconda della fascia di rischio in cui ci si trova.