In manovra 2020 i rimborsi sui pagamenti digitali

di Barbara Weisz

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Rimborso in denaro per le persone fisiche che effettuano abitualmente acquisti pagando con strumenti digitali: in Legge di Bilancio 2020 nuova misura della strategia cashless.

Nuove misure per stimolare i pagamenti elettronici (bancomat e carte), con rimborsi in denaro per chi utilizza abitualmente strumenti digitali: la misura è contenuta nella Legge di Bilancio 2020, e va ad aggiungersi alle norme relative alla nuova strategia cashless già in vigore con il decreto fiscale.

Da quanto si legge nel testo della Legge di Bilancio:

le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato, che, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, effettuano abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici da soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi, hanno diritto ad un rimborso in denaro.

Per finanziare la misura, vengono stanziati 3 miliardi per gli anni 2021 e 2022. Non ci sono al momento ulteriori sulla misura; per capire come funziona il meccanismo bisogna attendere un apposito decreto attuativo del ministero dell’Economia.

Quel che è certo è che l’incentivo non riguarda imprese e Partite IVA, ma esclusivamente le persone fisiche.

Un decreto del Ministero dell’Economia stabilirà: forme di adesione volontaria, criteri per l’attribuzione del rimborso, anche in relazione ai volumi e alla frequenza degli acquisti, strumenti di pagamento elettronici che daranno diritto all’agevolazione, attività rilevanti ai fini dell’attribuzione del rimborso.

La norma si inserisce in una più ampia strategia che mira a stimolare le transazioni digitali. Nel decreto fiscale collegato alla manovra, la cui legge di conversione è attualmente in discussione al Senato dopo l’approvazione della Camera, ci sono diverse misure in questo senso.

In primis la lotteria degli scontrini. Poi il nuovo credito d’imposta al 30% sulle commissione dei pagamenti digitali. E la riduzione del tetto limite per i pagamenti in contanti a 2mila euro dal primo luglio 2020 (mille euro dal 2022). Infine, i commercianti che utilizzano sistemi evoluti per accettare i pagamenti digitali e che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, non avranno altri obblighi di invio e memorizzazione elettronica.

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