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POS-cassa: 100 milioni di scontrini in più e 5 miliardi di ricavi

di Anna Fabi

19 Maggio 2026 11:24

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Collegamento POS-cassa, i primi dati: +100 milioni di scontrini e 5 miliardi di ricavi registrati. Il viceministro Leo e i controlli già avviati.

Circa 100 milioni di scontrini in più rispetto all’anno precedente e ricavi pari per 5 miliardi di euro: è il primo bilancio dell’obbligo di collegamento POS-cassa, introdotto dalla Legge di Bilancio e attuato nel corso del 2026. Impone agli esercenti di abbinare virtualmente i terminali di pagamento con i registratori telematici che emettono i documenti commerciali dei relativi corrispettivi.

I numeri sono quelli citati dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, nel corso di un convegno della Fondazione Centro Studi Commercialisti.

Scontrini elettronici: +40% nel 2026

Il solo mese di aprile 2026 ha fatto registrare cento milioni di scontrini e circa 5 miliardi di euro di corrispettivi che, senza l’incrocio automatico tra incassi elettronici e scontrini telematici, sarebbero potuti anche rimanere nell’ombra. Nell’arco dell’intero primo quadrimestre 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 segna un incremento del 40% sul totale degli scontrini emessi.

Il risultato riflette il sistema di controllo diventato operativo il 5 marzo 2026, quando l’Agenzia delle Entrate ha attivato il portale per la registrazione dei collegamenti. L’incrocio dei dati — reso possibile dall’integrazione delle banche dati curata da Sogei, la società tecnologica del MEF — consente al Fisco di confrontare ogni pagamento elettronico con il corrispondente scontrino trasmesso in tempo reale.

Esercenti non in regola, controlli avviati

Con il superamento della scadenza del 20 aprile, chi non ha ancora registrato il collegamento nel portale Fatture e Corrispettivi dell’AdE si espone all’attivazione automatica delle procedure di controllo. In caso di incongruenze tra importi incassati con POS e corrispettivi trasmessi, il primo intervento del Fisco è l’invio di lettere di compliance — inviti a regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

Nei casi di inadempienza strutturata o difformità ripetute, le sanzioni vanno da mille a 4.000 euro, con la possibilità di sospensione della licenza per i comportamenti più gravi. La misura non punta a sanzionare errori tecnici isolati, ma a intercettare le discrepanze sistematiche tra pagamenti digitali e corrispettivi dichiarati — che secondo le stime dell’Erario valgono ogni anno miliardi di euro di evasione sommersa.