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Manovra: le richieste delle imprese

di Barbara Weisz

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I rappresenti delle PMI hanno incontrato i due vicepremier Salvini e Di Maio: si aprono tavoli tecnici sulle istanze del mondo imprenditoriale, partendo dalla manovra.

Doppio incontro fra governo e imprese nella settimana che ha visto l’inizio del dibattito al Senato della Legge di Bilancio, approvata dalla Camera. I vertici sono stati organizzati dai due vicepremier: domenica 9 dicembre Matteo Salvini, ha ricevuto 14 sigle imprenditoriali, martedì 11 dicembre è stata la volta Tavolo fra Luigi Di Maio con 33 sigle imprenditoriali. In entrambi i casi, gli incontri si sono conclusi con dichiarazioni che sottolineano l’inizio di una nuova stagione di dialogo. Diverse le richieste presentate dalle imprese, che in parte il Governo sembra intenzionato a recepire all’interno della Legge di Bilancio.

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Di Maio ha annunciato che entro fine anno firmerà un decreto di revisione delle tariffe INAIL, «che abbasserà il costo per le imprese italiane, con un risparmio per loro di 1,7 miliardi».

Non si esclude che in manovra possano confluire anche altre misure per le imprese (le richieste delle PMI si sono concentrate su semplificazioni burocratiche, riduzione costo del lavoro, agevolazioni fiscali). Le decisioni concrete verranno prese nell’ambito di un tavolo tecnico che si riunirà entro la settimana.

E’ stato previsto un programma di lavoro con la convocazione di tavoli tecnici sulle varie tematiche da sviluppare: semplificazioni, fisco, innovazione, infrastrutture, export, welfare e formazione.

Ogni tavolo avrà un responsabile tecnico del ministero, una parte politica che lo seguirà e sarà in stretto contatto con le commissioni parlamentari. Il Governo conferma anche la riforma del Codice appalti e una semplificazione delle norme sul lavoro che porti a un codice unico del lavoro.

Sul fronte delle imprese, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia apprezza il metodo dialogante del Governo, ma avverte: «siamo solo al fischio di inizio partita. Lo dico al Governo, perchè non vorrei che qualcuno pensi che con due caffè si risolva tutto».

Fra le richieste delle PMI, Confartigianato insiste sui costi dell’energia. «Oggi i piccoli imprenditori consumano il 33% di energia elettrica e pagano il 45% di oneri generali di sistema e di tasse, mentre le grandi imprese energivore consumano il 19% di energia e pagano il 9% di oneri e tasse» spiega il presidente Giorgio Merletti, chiedendo di eliminare questo squilibrio.

Conflavoro PMI definisce il confronto «molto importante in vista della legge di bilancio e delle prossime azioni del governo in materia fiscale e non solo», e a sua volta auspica che ora si passi dalle parole ai fatti.