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Conservazione a norma: regole e scadenze di marzo

di Redazione PMI.it

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Scadenze, obblighi e servizi per la conservazione a norma di legge delle fatture elettroniche e dei documenti informatici rilevanti ai fini tributari.

Prorogato al 3o giugno 2021 il termine ultimo per aderire al servizio gratuito di consultazione delle e-fatture messo a disposizione dal Fisco. Come noto, infatti, l’Agenzia delle Entrate offre la consultazione dei documenti informatici emessi e ricevuti agli soggetti IVA e loro intermediari delegati, nonché ai consumatori finali le fatture ricevute. La conservazione sostitutiva dei documenti informatici, come le fatture elettroniche, infatti, per essere a norma di legge deve avvenire esclusivamente in uno dei formati previste dal DPCM 3 dicembre 2013, seguendo le regole del combinato disposto tra tale decreto e il DM 17 giugno 2014.

Conservazione sostitutiva e scadenze

Ad essere obbligati alla tenuta e alla conservazione di determinati libri e registri sono i soggetti economici nel rispetto di norme civili e fiscali, i quali devono, entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione del relativo periodo d’imposta, stampare tali documento in formato cartaceo o conservarli elettronicamente su supporti informatici. Pertanto, entro il 10 marzo 2021 deve essere completata la conservazione delle fatture elettroniche emesse e ricevute per mezzo di SdI nel corso del 2019.

=> Conservazione elettronica e scadenza fiscale

Conservazione fatture gratuita del Fisco

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti un servizio gratuito per la conservazione delle fatture elettroniche a norma di legge, previa sottoscrizione di un accordo di servizio di durata triennale rinnovabile, automaticamente, per ulteriori tre anni. Tale accordo prevede l’impegno dell’Amministrazione finanziaria a conservare le fatture elettroniche per un periodo di 15 anni a partire dal momento in cui il contribuente o il suo delegato, abbia ottenuto la ricevuta di avvio del servizio elaborata dal sistema.

Conservazione: PEC non idonea

Tra le caratteristiche che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono rispettare vi sono quelli dell’immodificabilità, dell’integrità, dell’autenticità e della leggibilità. Non è però possibile, come ritenuto da alcuni, utilizzare la PEC come strumento di conservazione delle fatture elettroniche avendo la posta elettronica certificata la capacità di attestare esclusivamente l’avvenuto invio e la conseguente ricezione di un’e-mail, senza fornire un’attestazione sul contenuto dell’atto se si tratta di un allegato e senza poter garantire la validità nel tempo del contenuto giuridico del documento.

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