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Conservazione e-fatture: proroga scadenze di marzo

di Redazione PMI.it

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Nuove scadenze per la conservazione a norma di legge delle fatture elettroniche e dei documenti informatici rilevanti ai fini tributari.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che, nel decreto Sostegni in arrivo, è prevista la proroga dei termini per la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute tramite SdI nel corso del 2019 , la cui scadenza era invece già scattata il 10 marzo scorso. In particolare, il comunicato MEF (datato 13 marzo) anticipa agli operatori:

tre mesi in più per portare in conservazione le fatture elettroniche del 2019. La proroga in via di definizione tiene conto del fatto che l’adempimento in oggetto costituisce una novità nel panorama delle scadenze tributarie, in quanto l’obbligo di fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati è stato introdotto a decorrere dalle operazioni effettuate il 1° gennaio 2019, per cui è la prima volta che occorre procedere alla conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute nel periodo d’imposta.

Conservazione sostitutiva e scadenze

La conservazione sostitutiva dei documenti informatici, come le fatture elettroniche, per essere a norma di legge deve avvenire esclusivamente in uno dei formati previste dal DPCM 3 dicembre 2013, seguendo le regole del combinato disposto tra tale decreto e il DM 17 giugno 2014.

Ad essere obbligati alla tenuta e alla conservazione di determinati libri e registri sono i soggetti economici nel rispetto di norme civili e fiscali, i quali devono, entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione del relativo periodo d’imposta, stampare tali documento in formato cartaceo o conservarli elettronicamente su supporti informatici.

=> Conservazione elettronica e scadenza fiscale

Conservazione: PEC non idonea

Tra le caratteristiche che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono rispettare vi sono quelli dell’immodificabilità, dell’integrità, dell’autenticità e della leggibilità. Non è però possibile, come ritenuto da alcuni, utilizzare la PEC come strumento di conservazione delle fatture elettroniche avendo la posta elettronica certificata la capacità di attestare esclusivamente l’avvenuto invio e la conseguente ricezione di un’e-mail, senza fornire un’attestazione sul contenuto dell’atto se si tratta di un allegato e senza poter garantire la validità nel tempo del contenuto giuridico del documento.

Conservazione fatture gratuita del Fisco

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti un servizio gratuito per la conservazione delle fatture elettroniche a norma di legge, previa sottoscrizione di un accordo di servizio di durata triennale rinnovabile, automaticamente, per ulteriori tre anni. Tale accordo prevede l’impegno dell’Amministrazione finanziaria a conservare le fatture elettroniche per un periodo di 15 anni a partire dal momento in cui il contribuente o il suo delegato, abbia ottenuto la ricevuta di avvio del servizio elaborata dal sistema.

Consultazione e-fatture

Ricordiamo, inoltre, che era stato già prorogato al 3o giugno 2021 il termine ultimo per aderire al servizio gratuito di consultazione delle e-fatture messo a disposizione dal Fisco. Come noto, infatti, l’Agenzia delle Entrate offre la consultazione dei documenti informatici emessi e ricevuti agli soggetti IVA e loro intermediari delegati, nonché ai consumatori finali le fatture ricevute.