Canali Tv, la Sardegna va controcorrente

di Lorenzo Gennari

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Il presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci ha proposto una modifica delle decisioni dell'Agcom per ottenere la collocazione delle tv locali entro i primi numeri del telecomando

Mentre il resto dell’Italia chiede a gran voce che sia ripristinato l’ordinamento che vuole i canali a maggior diffusione nazionale entro i primi 9 numeri del telecomando, la Sardegna fa l’esatto contrario.

Ugo Cappellacci, presidente della regione, ha infatti chiesto una modifica delle decisioni dell’Agcom riguardo al posizionamento dei canali del digitale terrestre per assicurare i primi tasti del telecomando alle televisioni locali.

Appello che gli altri presidenti di regione hanno già accolto nel segno di un “federalismo televisivo” che salvaguardi le aziende e gli operatori del settore e, soprattutto, quell’offerta pluralista dell’informazione e delle produzioni televisive, uno dei capisaldi di un sistema democratico.

«Siamo tutti consapevoli e convinti che questa è una battaglia di libertà – ha sottolineato Cappellacci – che assume un significato generale nell’era della globalizzazione, a tutela della visibilità e valorizzazione delle cultura e delle tradizioni locali italiane.

Nel corso dell’audizione – ha concluso il presidente – abbiamo preso positivamente atto di un atteggiamento sensibile e disponibile da parte dell’Agcom e auspichiamo che, anche col nostro contributo, si arrivi ad una soluzione condivisa».

Il sistema LCN (Logical Channel Numbering) sul quale si basa l?attuale distribuzione dei canali sul digitale terrestre, finora ha prodotto solo in rari casi una sintonizzazione in grado di soddisfare gli utenti. Oltre al già citato problema della localizzazione delle emittenti nazionali a maggiore diffusione territoriale, c’è anche quello degli innumerevoli conflitti e sovrapposizioni tra i canali.

Da questo punto di vista infatti, l’impasse non è stata ancora superata e anzi, rischia di diventare l’ostacolo principale all’attuazione di qualunque tipo di decisione per il posizionamento dei canali. In assenza di sanzioni e regole definite, ogni emittente può scegliersi a suo piacimento la posizione da assumere sul telecomando, creando conflitti che moltissimi televisori e decoder gestiscono eliminando a propria scelta i canali.