Agcom, indennizzi per disservizi telefonici

di Lorenzo Gennari

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L'Autorità per le Comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica per stabilire una nuova norma sugli indennizzi correlati ai disservizi telefonici. Questa volta gli accrediti saranno automatici e riscontrabili in bolletta

Non sarà più l’utente a dover fare richiesta di rimborso per un ritardo o per un disservizio della compagnia telefonica. L’Autorità per le Comunicazioni dovrebbe infatti riuscire a modificare la carta dei servizi degli operatori che prevede indennizzi a discrezione degli operatori.

Una nuova delibera potrebbe essere pronta già entro l’estate. La prima bozza normativa definisce un piano sanzionatorio preciso: 7,5 euro al giorno in caso di mancata o ritardata attivazione del servizio; 10 euro al giorno per la sospensione o l?interruzione del servizio (se ingiustificata); 5 euro al giorno per i ritardi nella “portabilità” del numero; 1 euro al giorno per l?attivazione di servizi non richiesti; 100 euro l’anno per la cancellazione del numero; 200 euro per gli errori sugli elenchi; 2 euro al giorno per la mancata risposta ai reclami.

Per quanto riguarda le aziende, le sanzioni saranno maggiori mentre, in ogni caso, i rimborsi saranno riscontrabili direttamente in bolletta. Il piano inoltre prevede che l’indennizzo indicato sia un valore minimo eventualmente innalzabile in relazione ai casi.

La delibera adesso dovrà passare nelle mani degli operatori che avranno due mesi di tempo per discuterne con l?Agcom. Di sicuro, le compagnie telefoniche non prenderanno bene l’iniziativa, ma c’è addirittura chi, come il movimento per la difesa del cittadino, pensa che gli importi proposti non siano affatto congrui.

«Si tratta di un’altra beffa per gli utenti – commenta Francesco Luongo, responsabile nuove tecnologie e servizi a rete – perché sanzionare l’attivazione di servizi o piani tariffari non richiesti con 1 euro per ogni giorno di attivazione abusiva è paradossale, così come 2,50 euro sarebbe l’indennizzo previsto per l’attivazione o disattivazione abusiva del proprio operatore con passaggio a un’altra compagnia, decisamente troppo poco».

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