Scadenze fiscali per Partite IVA e PMI

di Francesca Vinciarelli

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Tutti gli adempimenti burocratici e fiscali per Partite IVA e imprese italiane a Gennaio e Febbraio 2013: l'analisi della CGIA di Mestre su oneri e costi della burocrazia a carico delle piccole e medie aziende e dei professionisti.

Inizia all’insegna delle scadenze fiscali il 2013 di imprenditori e partite IVA: 15 gli appuntamenti di Gennaio con il Fisco, mentre a Febbraio ce ne saranno ben 16.
Un numero eccessivo di incombenze sulle spalle di imprese e professionisti, notoriamente subissati dalla burocrazia italiana.

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Il peso degli adempimenti incide anche in termini economici.

Per la CGIA la burocrazia costa ad imprese e professionisti circa 26,5 miliardi di euro all’anno e le tasse circa 3 miliardi di euro all’anno; il carico fiscale circa il 69% circa dell’utile aziendale.

E a farne le spese, come sempre, le realtà di dimensioni minori come le PMI:

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Scadenze Gennaio 2013

  1. Comunicazione sostituto d’imposta per Modello 730, se si presta assistenza fiscale ai lavoratori;
  2. IRPEF a dipendenti e collaboratori;
  3. contributi previdenziali e assistenziali per dipendenti e collaboratori;
  4. liquidazione IVA;
  5. rimborso o compensazione IVA infrannuale 4° Trimestre;
  6. imposta sulla pubblicità;
  7. pubbliche affissioni;
  8. Tosap;
  9. canone RAI;
  10. elenchi INTRASTAT;
  11. Comunicazione sulle Dichiarazioni di Intento per acquisti o prestazioni confluiti nella liquidazione IVA;
  12. invio dati diverifica periodica e ai tecnici incaricati dai fabbricanti di misuratori fiscali e laboratori;
  13. UNIEMENS;
  14. operazioni IVA con operatori economici con sede in Paesi a fiscalità privilegiata;
  15. Tassa automobilistica per veicoli con scadenza periodo di validità nel mese di dicembre.

Per il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi «se consideriamo che la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle PMI, che il carico fiscale ha ormai raggiunto livelli non riscontrabili altrove e che il costo dell’energia è tra i più alti tra i Paesi UE, non c’è da meravigliarsi se gli investitori stranieri non vengono qui da noi. E quei pochi che ci sono spesso sono sul punto di lasciarci».

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