Semplificazioni: costi della burocrazia per Pmi

di Noemi Ricci

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In attesa dell'approvazione del Decreto Semplificazioni fiscali e burocratiche, la Cgia Mestre calcola il costo della burocrazia per le Pmi, evidenziando la necessità di una PA più efficiente.

A margine dell’approvazione in CdM del pacchetto di semplificazioni burocratiche e fiscali dal Governo, la Cgia di Mestre ha fatto i conti calcolando quanto costa la burocrazia alle piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti: 5.269 euro in media all’anno.

La normativa nazionale e le procedure amministrative richieste da Regioni o Enti locali comportano nel complesso un onere a carico delle Pmi pari a 23,1 miliardi di euro ogni anno.

A fronte di questi conti appare evidente la necessità di un semplificazione burocratica in Italia che punti a rendere la PA più efficiente.

Da soli, la tenuta dei libri paga, le comunicazioni legate alle assunzioni o alle cessazioni di lavoro, le denunce mensili dei dati retributivi e contributivi, l’ammontare delle retribuzioni e delle autoliquidazioni, costano in media 2.270 euro per azienda all’anno, per un totale di 9,9 miliardi l’anno.

Altri 778 euro ad azienda (3,4 miliardi in totale) vanno per normative in ambito ambientale, come autorizzazioni per lo scarico delle acque reflue, impatto acustico, tenuta dei registri dei rifiuti ed emissioni.

Oneri fiscali come le dichiarazioni dei sostituti di imposta e le comunicazioni IVA pesano 629 euro l’anno alle Pmi, per un totale di 2,8 miliardi di euro. Dal punto di vista amministrativo gli adempimenti legati alle normative sulla privacy pesano 2,2 miliardi di euro; la sicurezza sul lavoro 1,5 milardi; la prevenzione incendi 1,4 milardi; gli appalti 1,2 milardi; la tutela del paesaggio e dei beni culturali 0,6 miliardi.

Ma il vero problema è l’inefficienza della Pubblica amministrazione: «l’applicazione spesso cervellotica di leggi, circolari e regolamenti vari si abbatte in maniera più decisa sulle piccole e micro imprese che su quelle medie o grandi. Queste ultime sono chiaramente più strutturate organizzativamente e possono, quindi, affrontare con minori difficoltà e con costi più contenuti, gli adempimenti richiesti dalla legislazione italiana.

Per questo la misura che il Governo ha approvato va nella direzione giusta, anche se deve tenere conto delle specificità dimensionali delle imprese italiane. Purtroppo, nonostante gli sforzi compiuti in questi ultimi 15 anni, il carico sulle piccolissime aziende rimane ancora eccessivo».

Con queste parole il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi ha commentato i risultati della ricerca.