Saldo IMU di dicembre: le ultime istruzioni

di Francesca Vinciarelli

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Il 17 dicembre è l’ultimo giorno per provvedere al saldo IMU 2012, relativamente a tutti i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni coinvolti; ecco le ultime istruzioni prima della scadenza.

Il 17 dicembre rappresenta l’ultimo giorno utile per il pagamento del dell’ultima quota dell’imposta municipale propria per l’anno 2012, che coinvolge la maggior parte dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni presenti sul territorio nazionale.

=> Leggi la guida al saldo di dicembre

Cittadini e imprese dovranno quindi provvedere al calcolo ed al pagamento , quest’ultimo mediante modello F24, ordinario o semplificato, o mediante bollettino postale.

=> Vedi le istruzioni per saldo IMU e F24

Nel caso di pagamento tramite bollettino postale, i contribuenti dovranno utilizzare quello approvato con il decreto del 23 novembre da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero quello riportante il numero di conto corrente 1008857615) valido per tutti i Municipi.

=> Leggi come pagare l’IMU con bollettino postale

È importante che il contribuente non dimentichi le proprie informazioni anagrafiche, che comprendono nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, oltre al codice catastale del Comune di ubicazione degli immobili.

Nel caso in cui il contribuente sia proprietario di immobili siti in comuni diversi, dovrà compilare un bollettino postale per ogni comune in cui sono presenti i fabbricati.

=> Leggi le istruzioni IMU per Roma e Milano

Per entrambe le modalità sono utilizzabili gli strumenti di pagamento elettronico, ovvero l’utilizzo dei servizi di home banking, al fine di evitare le file agli sportelli di banche e poste che inevitabilmente si andranno a creare in prossimità della scadenza.

=> Vai alla guida al calcolo IMU e modello F24 online

In questi casi la ricevuta dell’avvenuta operazione rappresenta la prova di avvenuto pagamento, come previsto dal predetto decreto del 23 novembre.

Il calcolo da realizzare dovrà tenere ovviamente conto della distribuzione delle rate scelta nel primo pagamento, che poteva essere in due o tre rate.

La formula rimane quella di moltiplicare per 160 la rendita catastale rivalutata del 5% e applicare l’aliquota stabilita dal Comune. Al risultato dovrà poi essere scalata la detrazione di 200 euro, maggiorata di 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni.

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