Numeri IMU dal Governo: imposta media 200 euro, esenti 30%

di Redazione PMI.it

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Il sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani fa il punto sui numeri IMU: imposta per il 70% delle abitazioni prima casa, prelievo medio di 200 euro per contribuente.

Numeri ufficiali sull’IMU  quelli forniti dal Governo: il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani ha incontrato la stampa per chiarire dubbi e snocciolare stime sulla tanto criticata imposta sugli immobili, per a quanto pare riguarderà il 70% delle prime case (30% risulteranno esenti) e ammonterà a circa 200 euro in media.

Chi e quanto paga l’IMU

L’imposta municipale unica riguarderà dunque il 70% degli immobili che costituiscono la prima abitazione e, in virtù delle agevolazioni previste, costerà circa 200 medio (a singolo contribuente e non a famiglia) per il 2012.

  • Prelievo: il prelievo medio ammonterà a 194 euro per contribuente, pari a circa 235 euro in media per immobile.
  • Immobili: su 19,2 milioni di prime case, necessiteranno il versamento IMU in 14,6 mentre i restanti 4,6 risulteranno esenti (30%).
  • Contribuenti: pagheranno in 17,5 milioni su un totale di  24,3 mentre non pagheranno nulla i restanti 6,8 milioni (quasi il 30%).

Ovviamente l’IMU peserà di più sugli immobili con un alta rendita catastale, mentre in fascia bassa il prelievo sarà minore in virtù delle agevolazioni comuni a tutti.

Le stime del Governo sull’ammontare dell’IMU per a prima casa sono dati medi, e livellano i picchi estremi previsti dall’IMU, che per troppi Italiani residenti nei Comuni “sfortunati” costerà anche migliaia di euro.

Esenzioni e casi particolari

Passiamo agli altri immobili. Il sottosegretario ha voluto precisare chi pagherà e chi no: «non è vero che le Fondazioni bancarie sono esenti dall’IMU: sono tassate al pari di tutti gli altri enti non commerciali».
«A loro si applicheranno, solo per gli immobili non destinati ad attività commerciali, le stesse regole del no profit, recentemente rese più restrittive per loro come per la Chiesa cattolica»

E «non è vero che si tasseranno i ricoverati in case di cura e gli emigrati: per tutte e due queste tipologie è consentito ai Comuni di decidere in totale autonomia il trattamento che vogliono riservare».

Gli anziani che non dimorano nella propria abitazione principale ma presso case di riposo o di cura hanno dunque destino incerto:  «la decisione è lasciata ai Comuni che conoscono le situazioni particolari».
Dal momento che i Comuni dovranno sostenere l’onere finanziario di una eventuale equiparazione tra case di riposo/cura e prima case, bisognerà vedere quali avranno sufficienti fondi in cassa per farlo.

Federalismo fiscale e IMU

Ceriani ha voluto difendere l’operato del Governo Monti attribuendo in pratica la paternità dell’imposta al Governo Berlusconi, che ha previsto il via al Federalismo Fiscale. Monti avrebbe solo accelerato i tempi di entrata in vigore in via sperimentale a causa della crisi economica e dal bisogno di sanare il debito pubblico.

La vera novità dell’IMU rispetto all’ICI è l’estensione del tributo anche alla prima casa (novità non da poco…).

Gettito e IMU agricola

Il sottosegretario Ceriani ha quantificato le aspettative del Governo in termini di gettito atteso: lo Stato dovrebbe incassare 3,4 miliardi di euro.

L‘IMU per gli immobili agricoli, il Governo si tiene aperta la possibilità di  rivedere entro l’anno le aliquote e  le detrazioni. Il tutto è rimandato all’esito del censimento in corso per definire il numero reale di proprietà agricole da tassare, anche se sulle possibili nuove deduzioni il Governo non sembra aspettarsi «scostamenti significativi».

IMU dal 2013

Il salasso è destinato a perpetuarsi nel tempo? Ceriani è stato cauto, prevedendo «possibili aggiustamenti per il prossimo anno», ma confermando il rinnovo IMU anche negli anni a venire («non tassare la prima casa era una peculiarità italiana»). Molto è legato alla riforma del Catasto: gli aumenti delle rendite catastali saranno compensati dalla riduzione delle aliquote.

Dal 2013 l’IMU potrebbe essere divisa in due tributi distinti, per separare la quota spettante allo Stato da quella municipale. Ma è ancora tutto da vedere.