Gli studi di settore si adeguano alla crisi 2011: le integrazioni

di Francesca Vinciarelli

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Gli studi di settore possono essere integrati anche in relazione al periodo di imposta 2011, per stimare i ricavi e i compensi in modo sempre più realistico; ecco le novità dell’Agenzia delle Entrate.

Gli studi di settore, secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate, potranno essere integrati sulla base degli andamenti economici anche in relazione al periodo di imposta 2011.

Secondo il Fisco, gli studi di settore dovranno essere sempre più in grado di stimare  i ricavi e i compensi degli operatori e quindi sempre più specifici per determinati settori o aree territoriali.

Compliance

La circolare n.8/E, diffusa dall’Agenzia descrive le principali novità normative in materia di studi di settore, introdotte  con i Dl  n. 98, n. 138 e n. 201 del 2011, tra cui oltre alla predetta integrazione, anche le novità per la presentazione dei modelli degli studi di settore che non hanno una funzione preclusiva e prevedono la possibilità di ravvedimento.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate può invitare i contribuenti ad adempiere agli obblighi dichiarativi in materia di studi di settore, per incrementare la compliance dichiarativa.

Si incentivano così le buone abitudini, senza effetti preclusivi al ravvedimento nei confronti dei destinatari, che possono ravvedersi dall’omessa presentazione attraverso una dichiarazione integrativa.

Accertamenti

Con la circolare si forniscono inoltre delucidazioni per i soggetti congrui e coerenti alle risultanze degli studi di settore per il 2011: per loro niente accertamenti presuntivi e riduzione di un annoper il termine per l’attività di accertamento. In dettaglio:

  • sono preclusi gli accertamenti di tipo “analitico-presuntivo”;
  • la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato;
  • è ridotto di un anno il termine per l’attività di accertamento.