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Debiti PA: nuova intesa e piano dei pagamenti alle imprese

di Barbara Weisz

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Debiti PA: evase fatture pendenti per 26 miliardi, impegno del Governo sul saldo integrale entro fine 2014, protocollo d'intesa con imprese, banche, commercialisti sulla cessione del credito.

Per il 2013-2014 sono stati stanziati 50 miliardi di euro per la restituzione dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese, di cui la metà già finiti nelle casse dei creditori; in più è ora attiva la possibilità di cessione del credito alle banche (attivata dal Dl 66/2014), per monetizzare le fatture pendenti e compensare il ritardo dei pagamenti della PA: a fare il punto della situazione è il Ministero dell’Economia, che ha anche appena firmato un protocollo con Regioni, Province, Comuni, Unioncamere, ABI e CdP sui rispettivi impegni presi per rispettare le norme in materia.

=> Decreto Debiti PA: 56 miliardi nel 2014

Protocollo d’intesa

Nell’intesa è rappresentato anche il mondo delle imprese  Confindustria, Confapi, Confimi Impresa, ANCE, ANIEM, Confagricoltura, Alleanza Cooperative Italiane, Rete Imprese Italia – che si impegnano a promuovere lo strumenti della certificazione dei crediti con informazioni sull’utilizzo dell’apposita piattaforma e iniziative di supporto e assistenza agli associati. Da sottolineare anche l’impegno del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili e  delle Camere di Commercio per accompagnare gli imprenditori durante le fasi di richiesta della certificazione dei crediti, mentre l’ABI (banche) favorirà la possibilità di cedere il credito.

Piano dei pagamenti

  • Risorse stanziate: 47,5 miliardi di euro, previsti dai decreti legge 35/2013 e 102/2013 e dalla Legge di Stabilità 2014. A questi, si aggiungono altri 9,3 miliardi previsti dal Dl 66/2014, per un totale di 57 miliardi.
  • Erogazione: 43,2 miliardi già ripartiti tra le amministrazioni debitrici. Di questi, 30,1 miliardi sono stati materialmente erogati e 26,1 miliardi pagati ai creditori: 55% delle risorse stanziate; 87% delle risorse erogate. Da questi calcoli sono esclusi gli ultimi 9,3 miliardi previsti dal Dl Irpef, così distribuiti: 3,8 miliardi a Regioni e Province Autonome, 5 miliardi agli enti locali, 0,55 miliardi ai Ministeri.

Cessione crediti PA

La cessione dei crediti certi alle banche avviene con formula “pro soluto”: l’istituto finanziario diventa il creditore della PA (l’azienda non è più in responsabile in caso di inadempienza). Su queste operazioni è attivata una garanzia dello Stato sui crediti commerciali di parte corrente maturati al 31 dicembre 2013, già certificati alla data del 24 aprile 2014. Il costo massimo del credito è pari all’1,9%, che scende all’1,6% per eventuali importi eccedenti i 50mila euro. Il Dl 66/2014 ha esteso l’ambito applicativo della certificazione a tutte le amministrazioni pubbliche.

=> Cessione Crediti PA: la garanzia dello Stato

Compensazioni

I debiti con la PA che possono essere compensati possono in primis riguardare le somme a ruolo su cartelle esattoriali e altri atti devono essere stati notificati entro il 30 settembre 2013 e riguardare tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione del credito; si possono compensare anche i debiti da accertamento tributario, purché derivino da istituti definitori (es.: accertamento con adesione, conciliazione giudiziale, definizione agevolata).

Il Dl 145/2013 (Destinazione Italia) ha previsto ulteriori possibilità di compensazione, le cui modalità saranno definite con decreto interministeriale in corso di predisposizione.

Roadmap

Il Governo si è ufficialmente impegnato a pagare integralmente il debito accumulato con le imprese entro fine 2014 e a rendere regolari i pagamenti delle pubbliche amministrazioni nel rispetto delle direttive europee. In questo senso, la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 6 giugno per le amministrazione centrali e dal 6 marzo 2015 per tutti gli altri enti pubblici) costituisce un ulteriore strumento per controllare i flussi di pagamento, individuare eventuali casi di ritardi e intervenire prontamente. 

del Ministero dell’Economia