Scelte imprenditoriali insindacabili per il Fisco

di Francesca Pietroforte

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L'accertamento fiscale trova un limite del diritto dell'azienda e nella insindacabilità delle scelte imprenditoriali: sentenza di Cassazione.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 4345 del 4 marzo 2016) ha fornito un’interpretazione sulla legittimità delle scelte imprenditoriali e sulla loro sindacabilità, prendendo le mosse da un avviso di accertamento fiscale e relativo recupero della tassazione sul reddito di impresa.

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In primo e secondo grado veniva sì ritenuta priva di ragionevolezza economica (poiché intesa a sostenere un operatore in difficoltà) la scelta compiuta ma, premesso che le strategie aziendali attengono esclusivamente alla sfera dell’amministrazione dell’impresa, l’operazione andava ritenuta inerente:

«per il solo fatto che il costo si pone come una scelta di convenienza per l’imprenditore, il cui fine è pur sempre quello di pervenire al maggior risultato economico».

Nel caso in oggetto, l’imprenditore ne aveva evidentemente riconosciuto la convenienza e quindi la contestata emissione della nota di credito rappresentava un costo deducibile.

L’Agenzia delle Entrate lamenta che il comportamento fiscale della società andasse scandagliato più accuratamente. Secondo la Cassazione, invece, stando a un consolidato insegnamento di diritto valido in sede di determinazione del reddito di impresa, l’accertamento dell’esistenza di attività non dichiarate ovvero dell’inesistenza di passività dichiarate può essere effettuato dall’ufficio anche in presenza di una contabilità formalmente regolare, qualora si possa dubitare della sua attendibilità in quanto confliggente con i criteri della ragionevolezza, anche sotto il profilo della antieconomicità del comportamento del contribuente.

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Se la libertà di cui l’imprenditore gode nella conduzione dell’impresa – hanno concluso i giudici – può talora giustificare il compimento di scelte imprenditoriali apparentemente opinabili e se ciò non determina alcun vizio della decisione ove se ne contesti la legittimità sotto il solo profilo motivazionale – l’autonomia dell’impresa non incontra fiscalmente altro limite che quello dell’abuso di diritto – i rilievi rientrano a buon diritto nell’area della riconosciuta insindacabilità delle strategie imprenditoriali.