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Rimborso IVA sulle accise in bolletta

di Francesca Vinciarelli

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Storica la sentenza di un giudice di pace che ha disposto il rimborso dell'IVA pagata sulle accise nella bolletta di gas ed elettricità.

L’IVA pagata sulle accise in bolletta va rimborsata, a stabilirlo è stato un giudice di pace di Venezia. Il caso in esame riguardava una bolletta dell’ENEL, chiamata a restituire l’IVA presente nella bolletta di gas ed elettricità, calcolata anche sulle accise, all’utente che aveva presentato ricorso. Si trattava in particolare dell’IVA indebitamente pagata su 8 fatture per la fornitura di gas e 12 per l’elettricità, per un totale di 103,78 euro, più interessi e spese. Il giudice si è basato sul principio esposto dalla Corte di Cassazione, in seduta 3671/97, secondo il quale, salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra.

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Si tratta di una sentenza storica, contro la quale non vi è stata alcuna opposizione di ENEL, poiché riguarda il sistema di calcolo attuale delle bollette di gas ed elettricità, che prevede che l’IVA si calcoli anche sulle accise, e crea un precedente che potrebbe comportare ad un danno di diversi miliardi di euro per l’Erario. Tuttavia, spiega l’avvocato Enrico Cornelio che ha curato la pratica del ricorrente:

«A contestare l’IVA sull’accisa dovrebbero essere le società energetiche e in quel caso la questione sarebbe competenza delle Commissioni tributarie. Però evidentemente non hanno interesse a farlo, anche perché possono riversarla sui consumatori finali. Nel momento in cui la controversia è tra chi emette la fattura e chi la riceve, si instaura un diritto civilistico al rimborso, per cui è competente il giudice ordinario, in questo caso il giudice di pace, dato l’importo limitato».

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In sostanza coloro che possono scaricare l’IVA, utenti commerciali, non hanno alcun interesse a ricorre, mentre gli utenti domestici (circa 21 milioni) potrebbero presentare ricorso e, se le sentenze confermassero quanto stabilito dai giudici di pace, dovrebbero essere restituiti oltre 2 miliardi di euro. In più tale principio potrebbe essere applicato, oltre che alle bollette, anche alla vendita di altri prodotti per cui è prevista l’IVA sulle accise, come i carburanti.

Fonte: Leonardo.it

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