Le imprese che hanno indebitamente utilizzato i crediti d’imposta ricerca e sviluppo maturati dal 2015 al 2019 possono regolarizzare la propria posizione utilizzando la nuova procedura di restituzione istituita dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 19 maggio 2025.
Il Fisco ha infatti approvato modello per chiedere l’accesso al riversamento spontaneo degli indebiti utilizzi dell’agevolazione, possibilità regolamentata dall’articolo 5, commi da 7 a 12, del decreto legge 146/2021. Pronto anche il software per la compilazione e la trasmissione del modello.
alla predisposizione e all’invio telematico dello stesso modello, con il quale i contribuenti possono riversare all’Erario gli indebiti utilizzi in compensazione del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
La sanatoria sul Bonus Ricerca e Sviluppo
La procedura di restituzione spontanea del Bonus R&S è riservata a coloro che intendono riversare il credito maturato in uno o più periodi di imposta, a decorrere da quello successivo al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Possono farlo se hanno utilizzato indebitamente il bonus in compensazione entro il 22 ottobre 2021. Le fattispecie sanabili sono le seguenti:
- attività non qualificabili come ricerca e sviluppo secondo i criteri previsti dalla normativa;
- attività non ammissibili al credito d’imposta (comma 1-bis, articolo 3, Dl n. 145/2013);
- spese, anche se afferenti ad attività ammissibili, determinate in modo non conforme ai principi di pertinenza e congruità;
- errata determinazione della media storica di riferimento.
Non sono invece sanabili operazioni di riversamento dei crediti il cui indebito utilizzo in compensazione sia già stato accertato con un atto di recupero crediti o con altri provvedimenti impositivi divenuti definitivi alla data del 22 ottobre 2021.
La procedura di riversamento
La domanda si presenta attraverso l’invio del modello approvato con apposito provvedimento del 19 maggio 2025 (qui i link a modello e relative istruzioni). La trasmissione va effettuata entro il 3 giugno 2025. Utilizzando l’apposito software (denominato “Richiesta di accesso alla procedura di riversamento del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo”) è possibile compilare, stampare e inviare la domanda per via telematica.
NB: le domande presentate con il modello in vigore prima delle novità introdotte dal DL n. 25/2025 sono considerate ugualmente valide.
Entro il 3 giugno l’impresa deve anche effettuare il pagamento del dovuto, utilizzando il modello F24. Si può scegliere la rateazione, con tre rate di pari importo: la prima entro il 3 giugno 2025, le altre entro il 16 dicembre 2025 e 16 dicembre 2026. Il mancato pagamento di una delle rate comporta il mancato perfezionamento della procedura, l’iscrizione a ruolo degli importi residui e l’applicazione di sanzioni e interessi. Non è prevista la possibilità di pagare queste somme utilizzando la compensazione.
Chi aveva già aderito alla procedura di riversamento conclusasi il 31 ottobre 2024, ma non aveva effettuato il versamento in unica soluzione o la prima rata entro il 16 dicembre 2024, potrà comunque effettuare il riversamento con la nuova procedura entro il prossimo 3 giugno.