Bonus Ricerca e Sviluppo: come accedere alla nuova sanatoria

di Redazione PMI.it

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Sanatoria per imprese che hanno indebitamente utilizzato il Bonus Ricerca e Sviluppo: requisiti e procedura nel Dl Fiscale collegato a Legge di Bilancio.

C’è una mini sanatoria per le aziende nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022, che contiene però anche restrizioni su un altro bonus per le imprese (per due misure entrambe contenute nell’articolo 5 del dl 146/2021). Nel dettaglio: per il Bonus Ricerca e Sviluppo c’è la possibilità di restituire al Fisco eventuali somme indebitamente utilizzate fra il 2015 e il 2019; per il Bonus Teatri è stata eliminata la possibilità di utilizzarlo direttamente in dichiarazione dei redditi, si può solo usare in compensazione. Vediamo tutto

Sanatoria Bonus Ricerca e Sviluppo

I commi da 7 a 12 del dl fiscale prevedono la possibilità di regolarizzazione per le imprese che hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta per ricerca e sviluppo introdotto nel 2013 (dl 145/2013, articolo 3) maturato fra il 2015 e il 2019, senza averne effettivamente diritto. Si tratta del tax credit al 25%, elevabile al 50% per alcune specifiche tipologie di spese in R&S.

Le imprese possono sanare la propria posizione restituendo le somme che non spettavano entro il 16 dicembre 2022, senza pagare sanzioni e interessi. La procedura di riversamento spontaneo è attivabile a condizione che abbia effettivamente svolto le attività di R&S per le quali ha utilizzato l’agevolazione, e sostenuto le relative spese. Sono sanabili solo le violazioni che non dipendono da comportamenti fraudolenti, ossia soltanto nei seguenti casi.

  • Sono ammesse anche le imprese che, dopo il 2016, hanno utilizzato il credito d’imposta R&S in modo non conforme all’interpretazione autentica contenuta nella manovra 2017 (articolo 1, comma 72, della legge 14/2018), che riguarda le attività svolte in Italia per conto di imprese estere. In pratica, in base a questa norma, se il committente è un’impresa Ue, oppure dello Spazio economico Europea, oppure di un paese contenuto nell’elenco di cui al decreto del ministero delle Finanze del 4 settembre 1996, sono agevolabili solo le spese relative alle attività svolte direttamente e in laboratori o strutture situati nel territorio nazionale, non anche all’estero. In definitiva, chi non ha interpretato correttamente questa regola, può sanare la propria posizione.
  • Son ammesse le imprese che hanno commesso errori nella quantificazione o individuazione delle spese ammissibili, in violazione dei principi di pertinenza e congruità o nella determinazione della media storica di riferimento.

Non sono ammesse alla sanatoria le imprese che hanno indebitamente utilizzato il bonus R&S per i seguenti motivi:

  • condotte fraudolente, fattispecie oggettivamente o soggettivamente simulate, false rappresentazioni della realtà basate sull’utilizzo di documenti falsi o di fatture che documentano operazioni inesistenti;
  • mancanza di documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito d’imposta;
  • casi in cui sono già stati emessi atti di recupero crediti o altri provvedimenti impositivi, divenuti definitivi al 22 ottobre 2021, data di entrata in vigore del decreto (se l’atto istruttorio o il provvedimento non era ancora definitivo al 22 ottobre scorso, si può sanare l’irregolarità riversando l’intero importo del credito oggetto di recupero, accertamento o constatazione, senza applicazione di sanzioni e interessi e senza possibilità di applicare la rateazione prevista per gli altri casi).

Come aderire alla sanatoria

Per aderire alla sanatoria, bisogna inviare domanda all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022, in base alle procedure che verranno predisposte con specifico provvedimento (previsto entro il 30 maggio 2022). Inoltre, bisogna restituire le somme entro il 16 dicembre 2022, in un’unica soluzione, oppure in tre rate annuali di pari importo: la prima entro il 16 dicembre 2022 e le successive entro il 16 dicembre 2023 e il 16 dicembre 2024. Il mancato pagamento di una delle rate entro la scadenza prevista fa decadere la sanatoria e comporta l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti.

Attenzione: chi aderisce alla sanatoria non è perseguibile per il reato tributario di indebita compensazione, che condanna chi non versa le somme dovute impiegando crediti d’imposta non spettanti o inesistenti per un importo annuo superiore a 50mila euro.

Bonus Teatri

Il DL Fiscale ha inserito un nuovo paletto per le imprese esercenti attività teatrali e spettacoli dal vivo che utilizzano il bonus teatri e spettacoli previsto dal decreto Sostegni. Si tratta dell’agevolazione al 90% riservata alle imprese che nel 2020 hanno avuto una riduzione del fatturato di almeno il 20% rispetto al 2019 (articolo 36 bis, comma 5, dl 41/2021). In base alla novità inserita nell’articolo 5, comma 5, del decreto fiscale, questo bonus può essere utilizzato solo in compensazione, e non più anche nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è stata sostenuta la spesa.