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Carta Carburante e Buoni Benzina: guida alle novità 2023

di Noemi Ricci

Come funzionano i buoni benzina, qual è il trattamento fiscale delle carte carburante nel 2023, le modalità d'uso e i vantaggi per imprese e dipendenti.

Le carte carburante sono benefit che le aziende concedono ai dipendenti per i rifornimenti (benzina, diesel, Gpl, metano o ricarica di veicoli elettrici). Un’agevolazione che rientra dunque tra i cosiddetti fringe benefit, accessori alla retribuzione e, pertanto, esentasse fino a una determinata soglia.

Si tratta di uno strumento di welfare aziendale  sempre più diffuso, anche in modo svincolato dall’assegnazione di un’auto aziendale.

Vediamo in dettaglio come funzionano carte carburante e buoni benzina, in base alle novità 2023.

Come funziona la carta carburante?

La carta carburante si presenta con una card di pagamento elettronico, da presentare in cassa o usare al distributore automatico self-service, come si fa con le prepagate di debito o di credito. Le carte carburante possono essere mono o multimarca, ossia pensate per essere spese presso uno o più distributori.

In caso di buono carburante sotto forma di prepagata, al dipendente viene assegnato un credito periodico, frazionabile in più rifornimenti. Il valore residuo del buono benzina comparirà sullo scontrino fornito dal gestore.

In generale non è necessario conservare lo scontrino trattandosi di un pagamento tracciabile, ma alcune aziende chiedono di segnare e segnalare i chilometri percorsi al momento del rifornimento.

Cosa posso pagare con i buoni benzina?

Spesso le carte carburante, oltre al rifornimento, prevedono servizi inclusi per coprire altri costi di viaggio su strada, come le tariffe di parcheggio, il pedaggio autostradale, i costi di manutenzione del veicolo, lavaggio, pezzi di ricambio disponibili nelle stazioni di servizio, soccorso stradale.

Per i buoni carburante serve un accordo contrattuale?

No, i buoni benzina possono essere corrisposti dal datore di lavoro senza necessità di preventivi accordi contrattuali. Fondamentale è però che il lavoratore sia titolare di reddito di lavoro dipendente.

Ci sono limiti reddituali per i buoni benzina?

No. I buoni carburante possono essere erogati dai datori di lavoro a tutti i dipendenti, indipendentemente dal loro reddito complessivo.

Qual è il trattamento fiscale dei buoni carburante?

Il Decreto Trasparenza, modificato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio, ha disposto che – per il periodo da gennaio a dicembre 2023 – i buoni benzina non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente fino ad un importo di 200 euro. Eventuali somme eccedenti vengono invece regolarmente tassate secondo le regoole dei benefit ordinari.

Il buono benzina 200 euro quindi va conteggiato separatamente dalla totalità dei fringe benefit offerti dall’azienda al dipendente durante l’anno d’imposta. Tali benefit hanno un trattamento fiscale regolamentato dal TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (all’articolo 51).

Per questi benefit il valore limite per essere esentasse è di 258,23 euro, mentre nel 2022 era stato innalzato prima a 600 euro dal Decreto Aiuti bis e poi a 3.000 euro dal Decreto Aiuti quater.

Quest’anno, oltre ai 200 euro di buoni benzina, torna possibile concedere al dipendente 258,23 euro sotto forma di altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni carburante), per un totale di 458,23 euro di benefit.

Se il valore dei benefit supera la soglia stabilita, l’intera somma rientrerà nel reddito e verrà applicata la tassazione ordinaria (qui trovi un utile esempio per capire come funzionano le soglie).

Per quali tipi di aziende è adatta la carta carburante?

Le carte carburante possono risultare utili a tutte le tipologie di aziende, da quelle piccole a quelle grandi, dalle aziende di trasporti e logistica, ai soggetti che non svolgono un’attività commerciale, ai lavoratori autonomi, purché dispongano di dipendenti propri.

La circolare n. 27/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono accedere al beneficio i datori di lavoro privati, mentre sono escluse le Amministrazioni Pubbliche. Regole specifiche sono previste per gli enti pubblici economici (Interpello 15/202 del 12 gennaio).

Quanto costa la carta carburante?

Le carte carburante hanno un costo che va da 12 euro a 40 eur0 l’anno circa per l’abbonamento. Ci sono però altri costi da considerare, quindi per valutare la convenienza di una carta carburante bisogna considerare:

  • commissioni di gestione, che possono essere calcolate su base fissa o in percentuale delle spese medie mensili
  • depositi cauzionali, richiesti solitamente per le soluzioni post-pagate;
  • opzioni che si pagano a parte, come telepedaggio o parcheggio.

Quali i vantaggi per le aziende delle carte carburante?

Oltre a gratificare i propri dipendenti, fidelizzandoli, le carte carburante hanno per le aziende semplificano la gestione amministrativa dei rimborsi per viaggi, trasferte e quant’altro. Con le carte carburante, infatti, il datore di lavoro gestisce in un’unica fattura tutte le carte dell’azienda e ottiene una segnalazione completa e chiara di tutte le transazioni.

In più con le carte carburante i rifornimenti, così come i pedaggi etc., vengono solitamente fatturati al netto di IVA in procedura Reverse Charge, semplificando anche la gestione di questo aspetto burocratico.

Per il dipendente ci sono semplificazioni, non dovendo anticipare le spese di carburante. Con le carte carburante, in alcuni casi, è possibile anche ottenere tariffe preferenziali, scontati.