IMU 2021: ok al rinnovo tacito delle maggiorazioni

di Redazione PMI.it

scritto il

Aliquote e maggiorazioni IMU 2021: senza la nuova delibera comunale si confermano le regole applicate nel 2020, i chiarimenti in una Risoluzione MEF.

Con la Risoluzione n.8/DF del 21 settembre 2021, il MEF (Dipartimento delle Finanze) conferma l’applicabilità della maggiorazione per l’aliquota IMU dello 0,08% prevista dalla Legge di Bilancio 2020 (art. 1, comma 755, legge n. 160/2019) tramite tacito rinnovo delle maggiorazioni d’imposta applicate nel 2020, anche in assenza di delibera 2021. Tale maggiorazione è stata prevista in considerazione dell’abolizione della TASI e della sua incorporazione con l’IMU, come unica imposta sugli immobili diversi dall’abitazione principale.

In pratica, da quanto chiarito, in caso di mancata pubblicazione entro i termini di legge dei nuovi regolamenti sul sito del Dipartimento delle Finanze, si ripropongono le regole applicate dal Comune nell’anno precedente. Vediamo in dettaglio i presupposti di legge e l’interpretazione autentica fornita.

Maggiorazioni IMU 2021 con rinnovo automatico

Nel 2020 il Legislatore ha chiesto agli enti locali di deliberare la volontà di confermare l’ex maggiorazione TASI nell’anno di transizione tra i due regimi ordinamentali, condizionando tale volontà al solo anno di passaggio. Era il solo 2020 che necessitava “una scelta espressa”, trattandosi di un anno di transizione. Dunque, per il 2021 si torna alle regole normale e dunque, per cambiare le aliquote sarebbe necessario specificare con nuova delibera le eventuali diverse aliquote IMU applicate, pubblicandole sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF entro il 28 ottobre. Diversamente, si applicano le aliquote dell’anno precedente nella loro totalità.

=> IMU, TARI e IRPEF: calendario scadenze per le aliquote 2021

Non solo: poiché per legge (in base a quanto previsto dalla Manovra di Bilancio 2020) i Comuni, negli anni successivi e con deliberazione consiliare, possono solo ridurre la maggiorazione – stabilita in sostituzione di quella per il tributo sui servizi indivisibili (TASI) – e non aumentarla, dopo il 2020 la mancata approvazione delle aliquote IMU 2021 determina la conferma automatica di tutte le aliquote dell’anno precedente, compresa l’aliquota maggiorata.

Delibere IMU 2021 da correggere

Il chiarimento espresso con specifica Risoluzione, in realtà, fa parte di un documento più corposo pubblicato lo scorso luglio, nel quale il MEF effettua anche importanti rilievi rispetto alle delibere comunali IMU 2021, riscontrando difformità rispetto alla normativa nazionale e dunque l’illegittimità di alcune di queste. Da qui, la richiesta di modifica delle delibere per gli enti non in regola, in particolare per quanto concerne l’imposta su prima casa e terreni agricoli, sulle esenzioni previste e la maggiorazione applicata (art 1 comma 755 legge 160/2019).

Tra i chiarimenti emerge ad esempio che per l’IMU prima casa di lusso il limite massimo dell’aliquota applicabile resta lo 0,6%. Mentre invece, nel caso di una casa assegnata al genitore affidatario, la titolarità dell’immobile non assume rilevanza e dunque il soggetto passivo IMU è unicamente il coniuge assegnatario, titolare del diritto reale di abitazione; né è prevedibile ritenere in delibera il caso di una abitazione coniugale assegnata a titolo di contributo al mantenimento se non ci sono figli.

La raccolta dei rilievi è stata elaborata proprio per fornire uno strumento utile ad esercitare correttamente l’autonomia regolamentare in materia di IMU mediante l’individuazione delle ipotesi più ricorrenti di violazione, così da evitare anche rischi di contenzioso.