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Condoni fiscali: rottamazione cartelle flop

di Barbara Weisz

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Un buco da 10 miliardi con la rottamazione delle cartelle: l'impatto della definizione agevolata, per la Corte dei Conti, mette in discussione sanatorie e condoni fiscali.

La Corte dei Conti esprime preoccupazione per «l’affermarsi di condotte fiscali che si risolvono nel mancato pagamento delle imposte evidenziate nelle dichiarazioni tributarie». E’ successo perfino con la rottamazione delle cartelle esattoriali: su 17,8 miliardi di introiti attesi a seguito delle istanze di definizione pervenute, ne sono stati riscossi appena 6,5 miliardi. Calcolando la parte rateizzata ancora da riscuotere (1,7 miliardi comprensivi di interessi) , 9,6 miliardi costituiscono versamenti omessi.

I dati sono stati forniti da Ermanno Granelli, presidente di sezione Corte dei Conti, nella Relazione sul rendiconto dello Stato, secondo cui:

per una parte di queste posizioni debitorie si può affermare che l’istanza di rottamazione ha avuto essenzialmente finalità dilatorie rispetto all’espletamento delle procedure esecutive.

Un risultato negativo in pratica, che mette in discussione il senso di misure pensate per sanare posizioni fiscali pendenti offrendo al contribuente una forma di convenienza, assicurando un extragettito allo Stato. Come la pace fiscale e/0 il condono Equitalia fino a 100mila euro proposto da Salvini.

Come sottolinea Granelli, il grosso effetto collaterale di misure di compliance come l’adesione agevolata è quello di ritardare semplicemente le procedure esecutive, senza riuscire comunque a incassare l’intero debito pendente.

Bisogna vedere se si ripeterà lo stesso schema, e in che misura, con la rottamazione 2018. Ricordiamo che la fase di presentazione delle domande si è conclusa nel maggio scorso.