Professione ICT: risparmio o competenze? Il dilemma delle Pmi…

di Vincenzo Zeffiri

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A partire da alcuni commenti scaturiti da un precedente post mi è sembrato opportuno riprendere un argomento molto delicato e, allo stesso tempo, abbastanza cruciale: il mondo ICT e le sue figure professionali. Ben lontano dal voler analizzare questo complesso mondo, ciò su cui mi interessa riflettere sono le note dolenti a margine dell'argomento.

E’ parere diffuso – in genere a buon diritto – che lo scenario delle nuove tecnologie imponga alle aziende di affidarsi a professionisti competenti e specializzati, per cogliere al meglio i benefici offerti dai diversi servizi specialistici che, nel loro insieme, contribuiscono alla buona riuscita di qualunque business. Di tali figure ormai difficilmente si può fare a meno, eppure, pur condividendo personalmente questa posizione, non posso fare a meno di notare che la realtà  è ben diversa.

Spesso, negli ambienti con cui sono venuto a contatto mi sono imbattuto in situazioni che, ad un qualsiasi neofita della ristretta casta degli specialisti ICT, avrebbero fatto rizzare i capelli.

Personale spesso incompetente e poco responsabile assegnato a ruoli chiave o alla direzione dei reparti IT dell’azienda, scarsa conoscenza delle soluzioni standard e dello stato dell’arte delle applicazioni più diffuse, incapacità  e mancanza di volontà  nel tenersi costantemente aggiornati : questi sono solo alcuni dei problemi più gravi che ho potuto riscontrare.

Sebbene esistano aziende specializzate in grado di fornire la consulenza e/o i servizi necessari, per ovviare alle carenze interne, purtroppo il più delle volte questa soluzione è ignorata. Perché? E’ evidente: non è una scelta sconsiderata quanto piuttosto una necessità  di contenere le spese.

Tuttavia, sul banco degli imputati siedono anche molti manager e dirigenti che, a causa di competenze IT superficiali finiscono per trascurare l’importanza degli investimenti in risorse umane formate nell’IT. Troppe volte ci si limita ad impiegare le nuove tecnologie soltanto per garantire la gestione aziendale di base e le comunicazione all’interno e verso l’esterno: quasi sicuramente, i dipendenti e gli stessi manager ignorano la complessità  del sistema informativo, per il semplice fatto che non viene considerato necessario.

Di conseguenza ci si ferma qui, senza domandarsi quali altri benefici potrebbero venire dal mondo in continua evoluzione dell’IT business: concetti strategici come e-law e lo stesso e-business sono guardate con sospetto (e ignoranza?) e considerati da molti responsabili d’azienda come soluzioni per fanatici dell’informatica spinta.

Il problema non riguarda soltanto i i piccoli e medi imprenditori – spesso instradati verso soluzioni teoricamente ottime ma lontanissime dalle loro realtà  – ma anche diverse aziende di grandi dimensioni.

Allo stesso tempo, tuttavia, il lavoro di informazione integrativa – svolto anche da blog e riviste web – per quanto si rivolga anche a quelle strutture che già  vantano divisioni e team ICT doc, potrà  però di certo contribuire ad una migliore e più efficace gestione IT aziendale soprattutto laddove non ci siano le risorse necessarie per rivolgersi a personale specializzato.