Indagine ACRI-ISPOS: gli italiani risparmiano di più ma temono il domani

di Anna Fabi

29 Ottobre 2025 09:47

logo PMI+ logo PMI+
Risparmio: la nuova fotografia ACRI-IPSOS 2025 racconta un Paese più prudente e che risparmia di più ma che cerca sicurezza nel cambiamento.

Presentata a Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, l’Indagine ACRI-IPSOS 2025 che fotografa il rapporto degli italiani con il denaro, in un contesto ancora segnato da inflazione, instabilità internazionale e sfide di sostenibilità. I dati di quest’anno raccontano un Paese più prudente ma non rassegnato: gli italiani risparmiano di più, riscoprono il valore della sicurezza economica e cominciano a orientare le proprie scelte anche in funzione di criteri sociali e ambientali.

Un segnale importante, che trasforma la Giornata del Risparmio da celebrazione simbolica a momento di riflessione concreta su fiducia e coesione sociale.

Il valore del risparmio nel contesto economico

Promossa dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (ACRI) in collaborazione con IPSOS, la ricerca annuale misura la fiducia economica delle famiglie italiane e analizza le dinamiche evolutive sulle abitudini di risparmio, investimento e pianificazione finanziaria. Dopo anni di incertezza e inflazione, gli italiani riscoprono il valore del denaro come protezione dal rischio e come leva per la stabilità familiare. Tuttavia, cresce anche l’attenzione al suo impatto sociale e ambientale, segno di una trasformazione profonda nella cultura economica nazionale.

Il quadro mostra dunque un’Italia che risparmia di più ma in modo diverso. Il risparmio non è più solo difesa ma anche leva di fiducia e coesione sociale. La transizione passa attraverso educazione finanziaria, innovazione degli strumenti e ruolo attivo delle imprese nella promozione della sostenibilità economica e ambientale.

Secondo l’indagine, il 91% degli italiani ritiene il risparmio un valore da trasmettere alle nuove generazioni. Cresce il numero di chi riesce a mettere da parte qualcosa ogni mese (dal 41% al 44%), ma aumenta anche la quota di chi fatica a risparmiare (32%).

Comportamento 2024 2025
Riesce a risparmiare 41% 44%
Non riesce a risparmiare 30% 32%
Spende tutto ciò che guadagna 24% 22%

Il risparmio resta quindi una risorsa centrale per le famiglie, ma si polarizza: chi può risparmiare tende a investire in strumenti più diversificati, mentre le fasce più deboli usano i risparmi per fronteggiare l’aumento dei prezzi e dei tassi.

Fiducia e percezione del futuro

Il clima di fiducia migliora lievemente rispetto al 2024, ma rimane prudente. Il 53% degli italiani guarda con preoccupazione al proprio futuro economico, mentre solo il 28% si dichiara ottimista. A crescere è la fiducia verso le istituzioni finanziarie e gli intermediari di prossimità, come banche locali e consulenti.

Indicatore di fiducia 2024 2025
Fiducia nel sistema economico 45% 47%
Fiducia nelle banche 41% 44%
Fiducia nel futuro personale 26% 28%

Gli italiani riconoscono il ruolo del risparmio come “bussola morale” in un contesto incerto. Si afferma un nuovo equilibrio tra sicurezza e progettualità, dove la fiducia è vista come condizione per investire, ma anche per contribuire al benessere collettivo.

Propensione al risparmio e gestione finanziaria

Nel 2025 cresce l’interesse verso strumenti finanziari semplici e trasparenti. Il 37% preferisce tenere i risparmi in liquidità, il 22% utilizza conti deposito, mentre il 19% si affida a fondi comuni o strumenti d’investimento.

Strumento di risparmio Quota 2025
Liquidità / conto corrente 37%
Conti deposito 22%
Fondi comuni / ETF 19%
Polizze assicurative / previdenza 14%

Gli italiani restano prudenti: la liquidità resta la prima forma di risparmio, ma aumenta la consapevolezza dei rendimenti reali e del peso dell’inflazione. Si consolida una “finanza difensiva”, che privilegia strumenti a basso rischio.

Disuguaglianze e inclusione economica

L’indagine mette in luce la crescente disuguaglianza nella capacità di risparmio. Il 20% delle famiglie dichiara di non riuscire più a far fronte alle spese ordinarie. Aumenta anche la distanza generazionale: il 55% dei giovani sotto i 35 anni ha risparmi inferiori a 5.000 euro, contro il 23% tra gli over 55.

Fascia Capacità di risparmio
Giovani (18–34) Bassa (55%)
Adulti (35–54) Media (42%)
Over 55 Alta (23%)

La fragilità finanziaria rimane un tema aperto. ACRI e IPSOS segnalano che i risparmiatori “vulnerabili” aumentano di due punti percentuali in un anno. Si rafforza quindi la necessità di politiche fiscali e strumenti educativi per colmare i divari territoriali e generazionali.

Giovani, donne e nuove forme di risparmio

Il 2025 segna un cambio culturale: le donne e i giovani risparmiatori si mostrano più attenti alla pianificazione e all’impatto sociale dei propri investimenti. Il 58% delle donne considera il risparmio come strumento di autonomia economica, mentre il 42% dei giovani associa il concetto di risparmio all’opportunità di “cambiare la propria vita”.

Categoria Obiettivo principale del risparmio
Donne Autonomia economica (58%)
Giovani Progetto personale / futuro (42%)
Uomini Tutela familiare (45%)

Il risparmio si fa più identitario e più legato alla sfera personale. Si riduce la distanza tra risparmio e investimento: cresce la voglia di strumenti personalizzati, anche digitali, che uniscano rendimento e coerenza valoriale.

Finanza sostenibile e ruolo delle imprese

Il 61% degli italiani dichiara che le imprese dovrebbero integrare criteri ESG nelle loro strategie di investimento, e il 48% afferma di voler privilegiare prodotti finanziari sostenibili, anche a fronte di rendimenti più bassi. Tra gli over 55 la percentuale scende al 32%, segno di una maggiore sensibilità tra le nuove generazioni.

Indicatore Totale popolazione Under 35
Preferenza per investimenti ESG 48% 62%
Disponibilità a minor rendimento per sostenibilità 39% 54%

La sostenibilità diventa così un driver strutturale del risparmio privato. Le imprese sono chiamate a rafforzare la trasparenza e la rendicontazione, mentre il sistema bancario deve rendere accessibili prodotti ESG a platee più ampie.