La ricchezza delle famiglie italiane si è spostata sugli anziani. Il rapporto Censis «Invecchiare nell’Italia della longevità», presentato a luglio 2026, certifica che il patrimonio netto delle famiglie guidate da un over 65 è cresciuto del 40,6% reale in vent’anni, mentre quello delle famiglie con capofamiglia under 35 è arretrato di un terzo. È l’unica fascia d’età che ha accumulato invece di perdere, e questo sposta il baricentro del risparmio nazionale verso la terza età.
La ricchezza netta cresce solo per gli over 65
Tra il 2002 e il 2022 il patrimonio netto medio delle famiglie guidate da un over 65 è aumentato del 40,6% reale, l’unica variazione positiva tra tutte le classi d’età. Oggi una famiglia con a capo un anziano dispone di 303.397 euro di ricchezza netta media, sopra la media nazionale di 270.802 euro.
La distanza tra le generazioni emerge dalla variazione reale del patrimonio in vent’anni:
| Età del maggior percettore di reddito | Variazione della ricchezza netta 2002-2022 |
|---|---|
| Meno di 35 anni | -33,7% |
| 35-44 anni | -25,8% |
| 45-54 anni | -15,4% |
| 55-64 anni | -9,3% |
| 65 anni e oltre | +40,6% |
La concentrazione della ricchezza sugli over 65 non è un episodio congiunturale, è una tendenza strutturale che accompagna l’invecchiamento del Paese e che nessuna delle generazioni più giovani, nei dati, riesce a invertire.
Redditi in aumento e ritorno al lavoro dopo i 65 anni
Anche sul fronte dei redditi gli over 65 sono l’unica fascia in controtendenza: il reddito netto familiare è cresciuto del 20,4% reale tra 2004 e 2024, mentre la media delle famiglie italiane è calata del 5% e le fasce centrali hanno perso fino al 16%. A questo si aggiunge un rientro nel mercato del lavoro, con gli occupati tra 65 e 89 anni passati da 343.000 a 866.000 in vent’anni e il tasso di occupazione salito dal 3,2% al 6,4%.
La spinta viene in parte dalle riforme che hanno alzato l’età pensionabile, in parte dalla scelta di proseguire un’attività professionale. In entrambi i casi il risultato è una fascia anziana che continua a produrre reddito oltre la soglia tradizionale della pensione.
Il risparmio degli anziani come welfare privato
Il patrimonio accumulato dagli over 65 non è capitale immobile: con il welfare pubblico in arretramento, diventa la riserva che finanzia cura, assistenza e sostegno ai familiari. Il rapporto Censis parla apertamente di privatizzazione dei costi della longevità, che lascia a individui e reti familiari la gestione delle proprie fragilità. Il 36,4% degli anziani sostiene economicamente figli e nipoti, e trasforma la ricchezza della terza età in un canale di redistribuzione tra generazioni. In questo quadro il ruolo del risparmio privato e della previdenza integrativa si allarga, perché copre la distanza tra ciò che la pensione garantisce e ciò che serve per una vecchiaia lunga e con costi sanitari crescenti.
Già l’Osservatorio Censis-Tendercapital del 2023 segnalava che per la maggioranza degli anziani la sola pensione non basta a garantire il benessere nella terza età. Il rapporto 2026 conferma la tendenza e la inserisce in una silver economy ormai tra le maggiori dimensioni economiche del Paese, trainata da redditi, patrimoni e consumi di una fascia in crescita numerica.