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Strategia UE sul Cloud: regole uniche per creare business e occupazione

di Tullio Matteo Fanti

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La Commissione Europea punta sul Cloud Computing come traino dell'economia: standard e contratti comuni per aiutare le aziende a fare business oltreconfine e creare nuovi posti di lavoro.

La Commissione Europea potenzierà sforzi e investimenti sul Cloud Computing per creare occupazione in tutti i settori economici, grazie al vantaggio competitivo generato dalla nuova tecnologia una volta regolamentata a livello comunitario.

La strategia UE per il Cloud della Commissione Europea, sintetizzata nel documento Unleashing the potential of cloud computing in Europe, mira a generare 2,5 milioni di posti di lavoro in Europa e un aumento del PIL (+1%) di 160 miliardi di euro.

Questo l’obiettivo che la UE intende raggiungere entro il 2020 mediante una graduale armonizzazione delle regole sul Cloud, con significative ricadute per il business delle imprese che operano all’estero. Il Cloud Computing è infatti una sfida normativa oltre che tecnologica:

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Fino ad oggi il mercato del Cloud Computing è stato infatti soprattutto nazionale, generando reti incompatibili e scarsa familiarità tra gli utenti: solo il 24% degli Europei accede a servizi cloud ed il 65% non ne ha quasi mai sentito parlare (dati BSA).

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Interoperabilità e norme unificate

Le priorità della UE sono dunque: standard comuni per l’interoperabilità dei servizi informatici, contratti di facile utilizzo e partenariati tra il settore pubblico e il privato.

«Nell’attuazione della nuova strategia, i politici devono allineare le norme in materia di privacy e sicurezza in modo che i dati possano transitare agevolmente attraverso i confini nazionali», suggerisce Thomas Boué, Direttore Government Relations EMEA di BSA.

«Creare ostacoli alla libera circolazione dei dati al di fuori dell’Europa creerebbe inefficienze e potrebbe escludere le imprese europee dai mercati dei servizi cloud a più elevato tasso di crescita, in Asia e in altre aree del globo».

Risparmio ed efficienza

Aggiunge Neelie Kroes, Commissario UE per l’Agenda Digitale: «la maggior parte delle aziende che si è rivolta al Cloud è riuscita a ottenere risparmi pari ad almeno il 10% rispetto a prima».

«Molti siti estremamente popolari come Facebook, Spotify o la posta elettronica in rete, utilizzano già le tecnologie offerte dal Cloud Computing, ma i reali vantaggi economici si ottengono tramite l’uso capillare di questa tecnologia a livello delle imprese e del settore pubblico».

Per approfondimenti, scarica il documento UE: “Unleashing the potential of cloud computing in Europe(Liberare il potenziale del cloud computing in Europa)