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Cloud Computing: stato dell’arte in Italia

di Cristiano Guarco

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Cloud Computing Summit: scenario in Italia e dinamiche che portano all'implementazione in azienda della Nuvola Internet.

Confronto critico tra direttori di sistemi informativi e fornitori di soluzioni, ed analisi di casi studio aziendali presentati da IT manager di PMI, grandi aziende e Pubblica Amministrazione: è quando ha permesso – alla mostra convegno Cloud Computing Summit 2012 – di fare il punto sullo stato dell’arte del Cloud in Italia e di comprendere più a fondo quali sono le dinamiche che portano all’implementazione in azienda.

A partire dalle tecniche, proseguendo con i problemi pratici da affrontare, per finire con i vantaggi finali.

Il Cloud Computing è protagonista del dibattito nel settore ICT. Le sue enormi potenzialità, infatti, sono pienamente riconosciute:

  • reazione immediata alle esigenze di business;
  • risposta alla richiesta di flessibilità delle imprese;
  • contenimento dei costi infrastrutturali;
  • accesso diretto a dati sempre aggiornati
  • niente limiti di tempo, spazio o dispositivo.

Le applicazioni cloud based sono ormai di uso quotidiano, a partire dalla posta elettronica per finire con i sistemi di storage e sharing dei documenti. Ma il Cloud non è ancora saldamente contemplato nel budget delle imprese e dei professionisti italiani, con un’adozione che vede luci e ombre: come emerso dai vari interventi al Summit e dalla tavola rotonda dedicata alle strategia di migrazione verso il Cloud Computing, la maturità non è ancora raggiunta e molte aziende che non lo ritengono attualmente necessario.

Tuttavia, il futuro prossimo è roseo in ogni caso: una grande fetta di professionisti e aziende sta decidendo di entrare nella cosiddetta Nuvola di Internet. Le imprese non possono rinunciare al rinnovamento dei propri sistemi, processi, infrastrutture e strumenti di lavoro, e il Cloud Computing al momento rimane la soluzione più vantaggiosa per il basso TCO unitamente a una maggiore efficienza dell’intera struttura IT.

Il punto non è tanto se adottare o meno il Cloud quanto piuttosto quale soluzione sposare.

Ciò che è emerso da vari interventi al Cloud Computing Summit 2012 è come la tipologia d’implementazione più di successo sia quella di cloud privati, con una preferenza quasi doppia rispetto quelli pubblici, mentre le soluzioni ibride conquistano solo un’esigua fetta del mercato. Le aziende italiane che hanno scelto il Cloud si sono affidate in prevalenza a soluzioni IaaS (Infrastructure as a Service), e a servizi e soluzioni SaaS (Software as a Service).

Le prossime sfide per il Cloud Computing riguardano temi caldi, il cui superamento può portare a una grande espansione nella sua adozione: privacy; sicurezza; controllo delle infrastrutture e delle piattaforme; problemi di connettività. Soprattutto il controllo dei dati e la sicurezza rappresentano le principali barriere in tutte le realtà, dalla PMI alla PA passando per i professionisti.

Ogni strategia di migrazione al Cloud Computing, come ricordato al Summit 2012, non dovrà prescindere da un maggior controllo e da una gestione più attenta, in particolare tenendo come riferimenti i cloud ibridi, quelli con maggiore sviluppo nei prossimi anni. È questa l’unica strada in grado di permettere alle organizzazioni IT di raggiungere quei livelli di efficienza, controllo e conformità necessari per la trasformazione del business e il mantenimento della propria competitività sul mercato.