Decreto Liberalizzazioni verso la fiducia: addio commissioni bancarie?

di Francesca Vinciarelli

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Decreto liberalizzazioni in Aula al Senato con 1.700 emendamenti e probabile voto di fiducia: una panoramica di tutte le liberalizzazioni in programma, tra cui spicca l'eliminazione delle commissioni bancarie su linee di credito, affidamenti e scoperti.

In Aula al Senato con 1.700 emendamenti approvati il decreto liberalizzazioni sul quale probabilmente il Governo porrà la fiducia: tra i tanti correttivi al decreto licenziato dalla Commissione Industria del Senato ce ne è anche uno che prevede l’eliminazione delle commissioni bancarie su linee di credito, affidamenti e scoperti.

L’emendamento prevede l’annullamento di «tutte le clausole che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche oltre il limite del fido».

In più per i mutui saldati prima della legge Bersani non servirà il notaio per estinguere l’ipoteca. L’obiettivo è di tutelare consumatori e imprese nel rapporto con le banche.

Ma oltre a questa, le proposte di modifica al pacchetto di liberalizzazioni proposte dal governo Monti sono davvero tante, pertanto è sempre più probabile che sul provvedimento venga posta la fiducia per farle decadere. Questa potrebbe arrivare tra oggi e domani su un testo del maxi-emendamento che potrebbe ricalcare quello uscito dalla Commissione.

Sul piatto ci sono ancora le questioni legate a: mutui non vincolati all’apertura di un conto corrente; libera scelta per le polizze vita; riduzione Rc auto; apertura di nuove farmacie (l’accordo  è per 3.300 abitanti); licenze taxi; separazione di Eni da Snam da effettuarsi entro 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto liberalizzazioni.

Potrebbe anche arrivare il contributo obbligatorio da parte delle società di capitale in favore del fondo Antitrust: «all’onere derivante dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato si provvede mediante un contributo di importo pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato dalle società di capitale, con ricavi superiori a 50 milioni di euro».

Ci sono poi le sanzioni per le clausole vessatorie fino a 20.000 euro e per le informazioni e le documentazioni non veritiere tra 4.000 e 40.000 euro, nonché il carcere fino a 5 anni per chi froda le assicurazioni.

Per le Pmi aquilane costituite entro il 31 dicembre del 2014 che si trovano nella zone franche urbane della provincia sono previsti aiuti “de minimis”.

Arriva poi il rating sulla legalità per le imprese e il tetto di 10 mila euro per le S.r.l. a un euro avviate da giovani, l’atto va redatto davanti al notaio, ma con esenzione dai diritti di bollo, di segreteria e dalle spese notarili. I tribunali per le imprese saranno 20.

E ancora, i conti correnti per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro saranno gratuiti, il numero di notai aumenterà, scompariranno le tariffe professionali regolamentate dal sistema degli Ordini e il preventivo potrà non essere in forma scritta.

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