La crisi vista dalle PMI: Osservatorio sui crediti 2012

di Barbara Weisz

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Osservatorio nazionale sul credito delle PMI, di Rete Imprese Italia e Artigiancassa: i dati del II Q 2012 su congiuntura, fiducia delle imprese e andamento del credito.

Ricavi in calo soprattutto fra le PMI artigiane, scarsa fiducia soprattutto nel commercio, nei servizi alle imprese e tra le aziende del Mezzogiorno, aumento di domanda di credito e un lieve miglioramento dei giudizi sulle condizioni applicate ai finanziamenti: sono i principali risultati dell’analisi del secondo trimestre 2012 del nuovo Osservatorio nazionale sul credito delle PMI, di Rete Imprese Italia e Artigiancassa su dati Format Research, Bankitalia, Abi, InfoCamere e Istat.

L’Osservatorio analizza andamento congiunturale, fabbisogno e dinamiche del credito (domanda, offerta, tassi, costi, condizioni), natalità e mortalità delle imprese, finanziamenti bancari in essere, depositi.

Il polso delle PMI

L’analisi evidenzia come le PMI attendano ricavi in peggioramento, soprattutto le piccole imprese artigiane. Proprio queste ultime sono però quelle che, insieme alle aziende del Nord Ovest e del Mezzogiorno, vedono prospettive di miglioramento per il terzo trimestre.

Sentiment negativo sull’occupazione, anche in relazione alle prospettive del trimestre successivo, fatti salvi segnali di ripresa al Nord e in alcuni settori (costruzioni, manifattura, artigianato).

Fra le PMI migliora il giudizio sui prezzi praticati dai fornitori mentre è in lieve calo quello sul ritardo nei pagamenti da parte dei clienti.

In generale, il giudizio sull’andamento dell’economia è negativo (saldo fra giudizi negativi e positivi a -71,1 rispetto al -63,4 del primo trimestre), con la fiducia più bassa nei settori del commercio, dei servizi alle imprese e nelle regioni del Sud.

I giudizi negativi sull’andamento della propria impresa aumentano (-44,4 da -31,3), anche se le aziende artigiane riflettono una dinamica meno negativa. Preoccupate le PMi dei servizi alle imprese, delle costruzioni, le aziende del Sud (che però sono ottimiste sul terzo trimestre).

Le finanze delle PMI

Il secondo trimeste vede ancora in calo la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario (-33,7 da -32,4 del 1° trimestre), con prospettive di peggioramento per il tezro trimestre. In sofferenza le imprese di costruzione, dei servizi alle persone e le aziende nelle regioni del Centro che si avvicinano in misura preoccupante a quelle del Mezzogiorno, in sensibile miglioramento le imprese del Nord Ovest.

Per il terzo trimestre, più ottimiste le imprese di maggiori dimensioni e quelle nei settori del turismo e dei servizi alle imprese, a fronte di un deterioramento nel Nord Est.

Il credito

Aumenta la domanda di credito con il 21,7%, dal precedente 17,8%, di PMI che si sono rivolte alla banca per chiedere un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un credito esistente. Dinamica opposta nel settore artigiano.

A ulteriore dimostrazione delle difficoltà di accesso al credito delle PMI in questo scenario di crisi, è diminuita (dal 36,5% al 38,2%) la percentuale di imprese che ha ottenuto un finanziamento pari o  superiore a quanto richiesto mentre è aumentato (al 42% dal 31,5%) il numero di aziende che, viceversa, hanno ottenuto meno di quanto chiesto.

La cosiddetta area di irrigidimento (la somma delle percentuali delle imprese che hanno ottenuto un credito inferiore a quanto richiesto e che non lo hanno ottenuto) si è ridotta per le imprese artigiane.

Migliora però il giudizio delle PMI relativo all’offerta di credito: andamento dei tassi e altre condizioni. Positivo il giudizio sul costo dei servizi bancari e sulla durata del credito, migliora la capacità di negoziare condizioni più favorevoli.

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