Ryanair ha annunciato una revisione profonda della propria rete europea per il 2026, con la cancellazione di decine di rotte e la chiusura di basi in cinque Paesi. L’Italia non è toccata direttamente dai tagli strutturali della compagnia irlandese, ma la crisi del carburante legata al conflitto in Medio Oriente ha già prodotto effetti reali: dal 4 aprile Air BP Italia ha razionato le forniture di cherosene in quattro scali nazionali. Due emergenze diverse, che insieme mettono a rischio la programmazione dei voli per l’estate 2026.
Ryanair riduce la rete europea per l’estate
La compagnia irlandese ha motivato i tagli con l’aumento delle tasse aeroportuali, delle imposte sul trasporto aereo e delle tariffe per il controllo del traffico. Le rotte giudicate meno redditizie vengono eliminate, la capacità spostata verso scali con costi operativi più bassi come Malta, Budapest e Marrakech. I Paesi colpiti dalla revisione sono cinque:
- in Spagna, eliminati i voli per le Asturie e Vigo, chiusa la base di Santiago de Compostela, ridotti i collegamenti con Santander, Saragozza e Tenerife Nord;
- in Francia, cancellate le rotte verso Strasburgo, Bergerac, Brive e Clermont-Ferrand, con ulteriori riduzioni sugli aeroporti regionali;
- in Belgio, eliminate circa venti rotte e ridotti i servizi da Bruxelles e Charleroi, con un taglio di circa un milione di posti;
- in Portogallo, sospesa completamente l’operatività da e per le Azzorre, con sei rotte cancellate;
- in Germania, ridimensionata la presenza su diversi scali regionali.
Per chi viaggia dall’Italia, il taglio delle rotte europee di Ryanair riduce le opzioni di collegamento verso alcune destinazioni, anche se gli scali italiani — per il momento — restano fuori dalla lista dei tagli strutturali.
Carburante razionato in quattro aeroporti italiani
Dal 4 aprile Air BP Italia, uno dei principali fornitori di cherosene negli scali nazionali, ha comunicato alle compagnie aeree una distribuzione contingentata del carburante negli aeroporti di Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso. La società ha emesso bollettini aeronautici (Notam) che fissano priorità nei rifornimenti: prima i voli sanitari e di Stato, poi le tratte con durata superiore a tre ore. Per tutti gli altri, il carburante viene erogato entro tetti massimi per aeromobile.
Il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, ha ricondotto le limitazioni all’intenso traffico del periodo pasquale e non direttamente al blocco dello Stretto di Hormuz, precisando che Fiumicino e Malpensa non hanno emesso bollettini restrittivi. Il gruppo Save, che gestisce gli scali veneti, ha chiarito che il problema riguarda un solo fornitore e che la gran parte dei vettori è rifornita da altri operatori. Il razionamento dovrebbe esaurirsi il 9 aprile, con l’arrivo dell’ultimo carico dal Golfo Persico.
Lo scenario per l’estate 2026
Le prospettive per i mesi successivi dipendono dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Ryanair ha dichiarato che i fornitori possono garantire carburante fino a metà o fine maggio, ma ha avvertito che se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, la compagnia potrebbe cancellare tra il 5% e il 10% dei voli programmati tra maggio e luglio. Lufthansa ha segnalato problemi analoghi su alcuni scali asiatici.
Il costo del jet fuel è aumentato del 35% su base annua e il prezzo del Brent ha toccato i 106 dollari al barile, livelli che non si vedevano da oltre tre anni. I biglietti aerei per voli nazionali registrano già rincari del 37,8% su base annua, secondo i dati Istat di febbraio 2026.
A complicare il quadro, per venerdì 10 aprile è confermato lo sciopero dei controllori del traffico aereo, con possibili cancellazioni e modifiche di orario su tutte le compagnie che operano in Italia.
Rimborsi e diritti dei passeggeri
Le cancellazioni legate alla crisi del carburante potrebbero rientrare nelle circostanze eccezionali previste dal Regolamento UE 261/2004, escludendo il diritto alla compensazione pecuniaria (da 250 a 600 euro a seconda della tratta). Restano invece garantiti il rimborso in caso di cancellazione del volo o la riprotezione su un volo alternativo, oltre all’assistenza in aeroporto (pasti, comunicazioni, pernottamento). Per i tagli strutturali alle rotte Ryanair, la compagnia è tenuta a comunicare la cancellazione con almeno 14 giorni di anticipo, offrendo il cambio di data o il rimborso integrale del biglietto.
Per chi pianifica trasferte di lavoro o viaggi estivi, il consiglio è di verificare lo stato del volo sull’app della compagnia, valutare un’assicurazione di viaggio e conservare tutte le ricevute e comunicazioni in caso di disservizi.