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Gas e luce, la crisi porta il conto annuo dei vulnerabili a 2.046 euro

di Teresa Barone

7 Aprile 2026 08:57

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A un mese dal conflitto, il gas sale del 19,2% e la luce dell'8,1% per le famiglie vulnerabili. La spesa annua stimata tocca i 2.046 euro tra le due bollette.

A un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il conto della crisi energetica per le famiglie italiane più fragili ha una cifra: 2.046 euro all’anno tra gas e luce. L’ARERA ha confermato che a marzo il prezzo della materia prima gas per il Servizio di tutela della vulnerabilità è salito del 19,2% rispetto a febbraio, portandosi a 130,97 centesimi al metro cubo. Un dato che si somma al rincaro dell’8,1% sull’elettricità scattato il 1° aprile per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela.

Sui carburanti il Governo è intervenuto con il taglio delle accise sui carburanti prorogato fino al 1° maggio; sulle utenze, invece, il Decreto Bollette in conversione resta calibrato sullo scenario precedente al conflitto.

Gas a 52,12 €/MWh e luce +8,1%, la doppia stangata

La componente del prezzo a copertura dei costi di approvvigionamento del gas (CMEM) è passata da 35,21 €/MWh di febbraio a 52,12 €/MWh a marzo, spinta dal rialzo delle quotazioni all’ingrosso sul mercato italiano (PSV day ahead) — un balzo del 19,2% in un solo mese. Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta del quarto maggior rialzo mensile dall’inizio delle serie storiche e del terzo prezzo più alto mai registrato.

Il confronto con il periodo pre-crisi è netto: rispetto al marzo 2021, la materia prima gas risulta superiore dell’84,8%; rispetto al picco del marzo 2022, nel pieno della crisi ucraina, il divario si è ridotto a soli 4,8 punti percentuali.

Alla stangata sul gas si aggiunge il rincaro trimestrale della bolletta elettrica, anch’esso legato alla tensione sui mercati internazionali dell’energia. L’ARERA ha aggiornato il prezzo di riferimento dell’elettricità per i vulnerabili in Maggior Tutela a 30,24 centesimi di euro per kilowattora, con un aumento dell’8,1% rispetto al primo trimestre. La materia energia assorbe la quasi totalità del rincaro, mentre le altre componenti tariffarie restano sostanzialmente stabili.

Conto da 2.046 euro all’anno per famiglie vulnerabili

Per i circa 2,3 milioni di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il rincaro del 19,2% sul gas si traduce in una spesa aggiuntiva stimata in 232 euro su base annua, calcolata su un utente tipo con consumi di 1.100 metri cubi e nell’ipotesi che i prezzi restino costanti per i prossimi dodici mesi. La spesa annua per il solo gas salirebbe così a 1.441 euro, a cui si sommano i 605 euro della bolletta elettrica: il conto complessivo raggiunge i 2.046 euro.

Il rincaro del gas ha colpito quando la stagione termica era ancora in corso — si chiude il 15 aprile — e i riscaldamenti continuavano a pesare sui consumi domestici.

Assoutenti ha osservato che le tariffe sul mercato regolato sono tornate ai livelli della crisi energetica del 2022. L’Unione Nazionale Consumatori ha aggiunto che per chi si trova nel mercato libero con un contratto a prezzo variabile gli aumenti saranno in media ancora più pesanti.

Tutele di Governo prorogate solo sui carburanti

Sul fronte dei carburanti, il Governo ha agito due volte in poche settimane: prima con il decreto del 18 marzo che ha tagliato le accise di 24,4 centesimi al litro, poi con la proroga dello sconto fino al 1° maggio deliberata in Consiglio dei Ministri il 3 aprile. Un intervento rapido, finanziato con risorse nell’ordine del miliardo di euro complessivo, che ha evitato al gasolio di superare i 2,3 euro al litro.

Sulle bollette di gas e luce l’approccio è rimasto diverso. Il decreto Bollette approvato prima dello scoppio del conflitto è ancora in fase di conversione parlamentare e contiene misure tarate su uno scenario di prezzi più bassi: il bonus straordinario per l’elettricità è stato ridotto da 200 a 115 euro, una scelta che Codacons e Federconsumatori giudicano inadeguata rispetto ai livelli raggiunti dalle tariffe.

Tra le proposte avanzate dalle associazioni dei consumatori, la riduzione dell’IVA sul gas al 10% e il potenziamento dei bonus sociali per le famiglie con ISEE più basso.